31.10.07

Nuovo sbarco alle Tremiti

Nuovi sbarchi in Capitanata. Dopo quelli della settimana scorsa a Vieste, questa mattina un barcone con a bordo 18 Kossovari (12 minorenni, tutti prossimi alla maggiore età, e 6 maggiorenni) è giunto sulle spiagge dell'isola di San Nicola. A far scattare l'allarme gli stessi isolani insospettitisi dalla presenza degli stranieri. I Kossovari sono tutti in buone condizioni di salute. Per i 6 maggiorenni è prevista l'espulsione immediata, mentre i 12 minorenni saranno presto sistemati nel centro di prima accoglienza.

Tatiana Bellizzi
fonte teleradioerre

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30.10.07

Berlusconi - Imitazione di Fiorello - (Blob, 2006)

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Un giorno perfetto...o quasi.

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Cats(stupendo!)

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29.10.07

28.10.07

Intercettazione Lotito-Rossi

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una pisciata lunga un sogno

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dopo una lunga ricerca trova un posto dove urinare.....

Vieste (Puglia)


Vieste (Puglia), inserito originariamente da cischia.

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una splendida veduta della chiesa di san francesco nel centro storico di vieste.

25.10.07

GIUSEPPE IL CACCIATORE-IL RITORNO DI RINGO


FRASE FAMOSA:" Appartiene alla sottospecie dei culi, ma il suo aspetto si differenzia per la lieve peluria ke mostra sulla superficie culosa, carattare freddo riservato si nutre di tutto ciò ke gli viene regalato conservando in garage abbastanza grandi le sue riserve... nel ciclo della natura la sua funzione è quasi nulla... difficile l'accoppiamento rischia l'estinzione...."

Prodi: «Legge elettorale? Solo se bipartisan»

Zoppica ma non s'arrende. Romano Prodi ha ingoiato male il brodino propinatogli dal presidente della Camera Fausto Bertinotti - «il governo ha preso un brodo ma sta maluccio»-, ma è convinto ad andare avanti. E giovedì prende l'occasione di una conferenza stampa sul 60esimo della Costituzione per dire no, decisamente no, a un governo tecnico o istituzionale per fare le riforme costituzionali, a cominciare da quella elettorale, così come gli consigliava Bertinotti. Spetta «al Parlamento trovare la più ampia convergenza possibile per realizzarle», gli rimanda indietro la terapia. «Il governo -e intende il suo governo- è estraneo alla definizione della riforma istituzionale, che è un lavoro del Parlamento. Noi siamo solo attenti alla necessità di adattare la Costituzione al cambiamento dei tempi».

Bertinotti confessa in una chiaccherata con Riccardo Barenghi su La Stampa di non sapere neppure «quale legge elettorale voglia Romano». Prodi non chiarisce ma ribadisce di ritenere «molto importante» il lavoro in corso nella Commissione Affari costituzionali di Montecitorio. Su quale opzione? Niente, non risponde sul modello - se "francese" o "tedesco" - preferito di nuova legge elettorale ma più complessivamente sulle riforme istituzionali. Perché per lui vanno fatte assieme, senza repentine accelerate. Dunque: «Un'unica Camera che dà la fiducia al governo»; il Senato delle autonomie; la riduzione del numero dei parlamentari e maggiori poteri al premier.

Sulla legge elettorale, l'unica sottolineatura è che serve una convergenza, un sì bipartisan. Quindi il no di Berlusconi di ieri rischia di pesare come un macigno. Ma se Silvio Berlusconi chiude la porta al dialogo sulle riforme- si limita a rimarcare Prodi - se ne dovrà assumere le responsabilità.Rispondendo a una domanda sullo stop annunciato dal leader di Fi, il premier Romano Prodi avverte: «Ciascuno si assume le responsabilità della posizioni che prende. Se Berlusconi è contrario alla riforme, è contrario alle riforme. Punto».

Del resto Prodi spiega poi che «non è possibile l'approvazione della legge elettorale con una piccola maggioranza e una grande minoranza, altrimenti si ricomincia da capo e ogni cambiamento del governo spinge verso una nuova legge elettorale. E questo non è compatibile con la stabilità, che deve essere l'obiettivo della nuova legge».

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fonte:l'unita

ECCO LA VOGLIA FEROCE

La si cercava ed è arrivata. La squadra la voleva fortemente e la conquistata: la vittoria. Contro lo Shakhtar Donestk il Milan ritrova i 3 punti in Champions e ritrova la testa del girone. Doppiette per Gila e Seedorf.

90 minuti divertenti. A San Siro è andata in scena Milan-Shakhtar Donetsk per il piacere dei sostenitori rossoneri presenti allo stadio. La squadra di Carlo Ancelotti voleva fortemente conquistare i 3 punti, voleva tornare alla vittoria...e ci è riuscita. Sono state tante le palle-gol create a turno dai protagonisti di questa sera; non tutte sono state realizzate, ma la percentuale si alza grazie alle due doppiette: quelle di Alberto Gilardino, nel primo tempo, e Clarence Seedorf, nella ripresa.

Carlo Ancelotti schiera Oddo, Nesta, Kaladze e Favalli in difesa (con l'esterno sinistro che sostiuisce Jankulovski per infortunio); il centrocampo classico, con Gattuso, Pirlo e Ambrosini; sempre il tecnico decide di schierare dal primo minuto Gilardino, in attacco, con alle spalle Seedorf e Kakà. Si, proprio il brasiliano, in dubbio fino alla vigilia, riesce a scendere in campo, dimenticandosi del dolore al ginocchio.
Dal canto suo Mircea Lucescu, con la difesa a 4, opta per le due punte, con Lucarelli e Brandao. A centrocampo i suoi brasiliani e Lewandowski come perno centrale.

La prima parte di gara è entusiasmante. Nel primo quarto d'ora, infatti, il Milan trova già il doppio vantaggio. Al 6', sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto da Pirlo, Gilardino stacca di testa, anticipando il suo marcatore, attaccato come una cozza. Il rossonero, però, riesce a spuntarla e metterla sul secondo palo, con Pyatov immobile. Passano pochi...secondi ed ecco il raddoppio. Al 14', dopo un'azione in cui Kakà ha sfiorato in contropiede il gol e ancora da un'azione nata dalla bandierina, Seedorf crossa per il numero 11 che, ancora con lo stesso ucraino precedente francobollato su di lui, lo anticipa mettendoci ancora la testa e indirizzando la palla nel 'sette'. Pyatov ancora immobile, fermo a guardare il pallone. Da questo momento in poi sono arrivate ancora diverse azioni, anche se nel quarto d'ora finale è stato lasciato spazio agli avversari. In questa parte finale di tempo è arrivato qualche pericolo, ma sempre ben controllato, soprattutto dall'estremo difensore: Kalac. Il portierone australiano si è disimpegnato bene, molto bene, nell'arco dell'intera gara, bloccando palloni importanti.

La ripresa si apre, di fatto, con il gol che accorcia le distanze per gli ucraini. Dopo 6 minuti, infatti, Lucarelli mette il suo sigillo personale e segna il 2-1. La squadra rossonera, però, si riprende immediatamente e ricomincia a macinare gioco, a creare azioni pericolose.
Tra i giocatori che più desiderano andare in rete c'è il brasiliano Kakà. Ricky continua a cercare la via del gol, ma spesso e volentieri è il portiere avversario a bloccare in gola l'urlo della gioia. Uno di questi momenti è quello che più resterà nella mente del numero 22: dopo una lunga corsa (50 metri palla al piede), il suo tiro si stampa nella parte interna, che più interna non si può, del palo ed esce. Ma è proprio da questa incredibile azione che nasce il terzo gol. Pirlo dalla bandierina spedisce in area, nessuno raccoglie in mezzo, ma lo fa Seedorf, da posizione defilata. Il suo controllo ricorda molto quello effetuato contro il Manchester l'anno scorso. Dopo lo stop...la rete, in diagonale, con la palla che si infila nell'angolo più lontano.
Di li a poco ancora l'olandese protagonista, ancora in seguito ad un tiro dalla bandierina, ancora di Pirlo. Il tiro del centrocampista viene respinto da Pyatov fuori dall'area. Oltre il limite dell'area stessa c'è ancora Seedorf che, senza controllare, calcia al volo, trovando una parabola splendida che supera tutti e si infila per il 4-1. E' un tripudio.

Adesso si torna a guardare al campionato e strizzare l'occhio alla vittoria nel torneo nazionale. Ci vuole e la squadra arriva con la fiducia giusta.fonte:acmilan.com


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24.10.07

METTI CONTRO DUE DONNE.....

MAMMA MIA QUESTO è UN VIDEO DA NON PERDERE!!!

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Trabucco


Trabucco, inserito originariamente da Meneghelli.

23.10.07

Milan-Roma a rischio massimo: i rossoneri non ci stanno e protestano

Milan-Roma giudicata a massimo rischio. La società rossonera replica piccata alla decisione dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive ha qualificato la partita Milan-Roma del 28 ottobre 2007 come gara a rischio 4.

"Per conseguenza, ha adottato le determinazioni di vietare la vendita cumulativa dei biglietti, di vietarne la cessione ad altri tifosi e di limitarne infine la vendita fino alle ore 19 di sabato 27 ottobre. Il conseguente provvedimento del Prefetto di Milano non si discosta in modo sostanziale dalle precedenti determinazioni, fatta salva la limitazione del divieto di cessione dei biglietti a terzi acquirenti non residenti in Lombardia. L’Ac Milan – si legge nel comunicato del club - pur condividendo in linea generale gli intenti di cosiddetta normalizzazione degli stadi, che ispirano l’operato dell’Osservatorio, ritiene opportuno pregiudizialmente far rilevare quanto segue:

1) l’adeguamento dello stadio Meazza di San Siro alle regole imposte dal Decreto Amato, realizzatosi tra l’altro attraverso l’installazione di 154 tornelli, il completamento della nuova cancellata esterna, l’organizzazione di un efficiente servizio di stewarding e vigilanza anche notturna e l’installazione di sistemi elettronici di controllo degli accessi e dei biglietti, ha avuto un costo di € 22.000.000;
2) da tempo i tifosi ospiti, in occasione delle partite casalinghe dell’AC Milan, sono sistemati in un settore di massima sicurezza.

Questi sforzi operativi e queste iniziative hanno fatto sì che lo stadio Meazza di San Siro e l’organizzazione della sicurezza siano state elevate a modello italiano di massima efficienza.
In questo quadro le misure decretate in vista della partita Milan-Roma non sembrano giustificate: non lo è certamente, tra le tre sopra sintetizzate, quella relativa alla limitazione della vendita dei biglietti alle ore 19 del sabato antecedente la partita. Essa infatti è tale da generare solo un danno alla società e ai tifosi che decidessero di assistere alla partita all’ultimo momento e non pare idonea a incrementare il livello di sicurezza, che costituisce l’obiettivo dell’attività dell’Osservatorio. Piuttosto, il provvedimento (che l’AC Milan si riserva di impugnare) costituisce seria limitazione della libertà d’impresa".

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LA FIDUCIA DI PRODI A MASTELLA SVENTA LA CRISI

Con la conferma della piena fiducia al ministro Clemente Mastella il presidente del Consiglio chiude il chiarimento richiesto dal leader Udeur, dopo la polemica scoppiata sul caso De Magistris. E Antonio Di Pietro fa un passo indietro, annullando «per difficoltà operative» la manifestazione sulla giustizia fissata per venerdì prossimo a piazza Navona: è un contributo teso a rasserenare il clima nella coalizione di governo.

Al Senato rientra la minaccia dell'Udeur e per un soffio, un voto soltanto, Palazzo Madama respinge la sospensiva chiesta dalla Lega sul decreto collegato alla Finanziaria. E per due voti ricaccia le due pregiudiziali di Costituzionalità di Forza Italia sul decreto legge. Da mercoledì comincia il voto sugli emendamenti.

Alle tensioni scoppiate tra Mastella e Di Pietro, Romano Prodi risponde riaffermando: fiducia nelle politiche della giustizia; condivisione dell'appello di ieri del Capo dello Stato; rispetto e fiducia per la magistratura e per la sua autonomia. Ma i toni tra i due ministri rimangono accesi. E in Cdm, all'ex magistrato di mani pulite, Mastella non l'avrebbe mandata a dire: «con Di Pietro non voglio nessun punto di incontro. La mia dirittura morale è tale che con te con voglio avere niente a che spartire, nè oggi nè in futuro». Ancora non ha rilasciato dichiarazioni il leader Udeur, ma le parole del premier lo avrebbero soddisfatto.

L'Unione al governo chiude così un'altra giornata di passione. Ma da qui a metà novembre e per tutto il periodo di discussione della Finanziaria c'è da giurare che altre ne arriveranno.
Del resto l'elemento fondante di questi scompensi politico-istituzionali è difficilmente superabile nel breve periodo: il Paese in numerose sue componenti ha ripetutamente espresso esigenze di rinnovamento; la politica medita e sperimenta la riforma di se stessa su strade ancora tutte da testare, da un lato Ds e Dl si affidano al Pd, dall'altro, nella Cdl le vie della svolta restano da mettere a fuoco; il governo, complici la sua frammentarietà e l'esiguità della maggioranza al Senato, appare assediato un passo più indietro. Lo spazio per speculazioni e manovre per il dopo Prodi e il dopo Berlusconi certamente non si assottiglia.

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FONTE:SOLE 24 ORE

Jovanotti: «Ricorderò Umberto in tutte le canzoni»

LATINA (23 ottobre) - Sono stati riconosciuti perché uno dei due aveva un ponte dentale, i corpi di Umberto Cherubini e Bruno Bianchella, i piloti precipitati a bordo di un ultraleggero, ieri pomeriggio, a Borgo Montello, vicino a Latina. I corpi erano infatti completamente carbonizzati e irriconoscibili, tant'è che in un primo momento si era pensato di ricorrere alle radiografie dentali. Intanto saranno uan perizia del medico legale e un'indagine disposta dalla procura ad accertare se l'incidente sia stato causato davvero dal forte vento o se si possa essere verificato un guasto tecnico.

Funerali a Cortona e Anzio. I funerali di Umberto Cherubini si terranno domani alle 15 nella chiesa di San Domenico a Cortona (Arezzo). Dopo le esequie la salma sarà tumulata nella cappella di famiglia nel cimitero di Cortona. I funerali di Bruno Bianchella si svolgeranno invece giovedì alle 15 ad Anzio, nella chiesa di San Francesco in località Lavinio Mare.

Jovanotti. Il cantante Lorenzo Jovanotti, sconvolto dalla notizia della morte del fratello maggiore Umberto Cherubini, ha detto che «lo ricorderà in tutte le canzoni». Il rapper si è presentato, in tarda serata, sul luogo dell'incidente e, oggi, a Latina, ha partecipato alla procedura di riconoscimento della salma. «Non c'è altro da aggiungere, solo che era mio fratello ed era una persona speciale, che mi ha insegnato tutto», ha continuato Jovanotti. Accanto all'altro fratello Bernardo, Lorenzo Cherubini ha poi ricostruito le ore precedenti alla tragedia: «Mi ha chiamato il babbo ma non sapevo ancora cosa fosse successo, poi ho sentito dalla radio dell'incidente aereo e ho capito subito».

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fonte:messaggero

MUSE - THE SMALL PRINT



GRANDI MUSE CON LA LORO THE SMALL PRINT.....CHE CARICA!!!!!!!!!!!!!

21.10.07

RAIKKONEN CAMPIONE DEL MONDO!!!!


IN BARBA ALLA MERCEDES!!!!

Il sito dedicato a cognomi, araldica e genealogia

NOTARANGELO:
Notarangeli, estremamente raro, è del frusinate, Notarangelo è tipico pugliese, del barese e del foggiano, derivano da Notaro Angelo e starebbe ad indicare una famiglia notarile il cui capostipite portava questo nome, tracce di queste cognomizzazioni si trovano nel barese almeno dal 1700.(interessante questo sito:
cognomix.)

SANTINO EASY RIDER(17)

20.10.07

SCARICARE VIDEO DA YOU TUBE

ECCO IL LINK YOU TUBE DOWNLOADER PER SCARICARE IL PROGRAMMA.FONTE:MAESTROALBERTO

FOTO CURIOSA DA PESARO

COME DIREBBE PUZZAMOCK FREKT SCALANDRON,SOP SI SOTT NO!!!UN BEL MAZZACANE DI SQUALO LUNGO 3 METRI E DAL PESO DI 60 KG.

Fontana di Trevi rosso sangue

Tassare Internet e i blog

Tassare anche internet: l'articolo 7 del disegno di legge sull'editoria prevede infatti l'iscrizione obbligatoria al Roc, il registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet. E il popolo della Rete si ribella. Portavoce delle proteste, manco a dirlo, Beppe Grillo.
Il noto blogger e animatore del Vaffa day ha nel mirino il ddl del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Ricardo Franco Levi che riordina il settore dell'editoria. Ma non c'è solo Beppe Grillo. Già una parte della maggioranza (Verdi, Di Pietro e comunisti in testa) che chiede emendamenti al provvedimento che mercoledì inizierà il suo iter alla Commissione Cultura della Camera, proprio con un'audizione di Levi. Grillo sostiene che il testo è stato scritto ''per tappare la bocca a Internet'' e a suo avviso se dovesse passare chiuderebbe il 99% dei siti. Non il suo: ''Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia. Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico''.
Gli risponde con una lettera lo stesso Levi, spiegando che con il provvedimento ''non intendiamo in alcun modo né tappare la bocca a Internet né provocare la fine della Rete. Non ne abbiamo il potere e, soprattutto, non ne abbiamo l'intenzione. Ciò che ci proponiamo è semplicemente di promuovere la riforma di un settore, quello, per l'appunto, dell'editoria, a sostegno del quale lo Stato spende somme importanti, che è regolato da norme che si sono succedute in modo disordinato nel corso degli anni e che corrispondono ormai con grande fatica ad una realta' profondamente cambiata sotto la spinta delle innovazioni della tecnologia''.
E aggiunge: ''Siamo consapevoli che, soprattutto quando si tratta di internet, di siti, di blog, la distinzione tra l'operatore professionale e il privato può essere sottile e non facile da definire". Già, e allora a chi spetterà decidere?. La risposta di Levi: "Nella legge affidiamo all'Autorità Garante per le Comunicazioni il compito di vigilare sul mercato e di stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli Operatori''. Ma anche la stessa Agcom esprime perplessità il commissario Nicola D'Angelo, che invita a ''contemperare le esigenze di garanzia con la libera apertura della rete''. Altrimenti, conclude, ''finirà che i blog si faranno dall'estero''.

Fonte: www.tgcom.it

18.10.07

QUELLI CHE IL PORTO....E RAY CHARLES

QUI FABIO CI PROPONE UN PEZZO DI REPERTORIO....

SANTINO U CIA CIAK!!(14)

SBORNIA COMPLETA AL CHIOSCO....

VERY CUL!!!

Lavoro precario, interviene anche il Papa: "E' emergenza sociale"

In un messaggio alla Settimana sociale della Cei, Benedetto XVI afferma che "lo sviluppo autentico e completo della società risulta seriamente compromesso" dalla precarietà del lavoro, che non permette ai giovani di costruire una famiglia. Il Pontefice - che ha ricevuto in udienza la presidente del Cile Michelle Bachelet - sottolinea inoltre che il rispetto della vita umana e il matrimonio sono valori "non solo cattolici". Il presidente della Cei Angelo Bagnasco invita i laici in politica ad ascoltare il magistero della Chiesa e annuncia che "i vescovi non taceranno".

VITA PUBBLICA. I cattolici, "come cittadini dello Stato" devono "partecipare in prima persona alla vita pubblica e, nel rispetto delle legittime autonomie, cooperare a configurare rettamente la vita sociale, insieme agli altri cittadini", ha affermato ancora il Papa. Dopo aver ribadito che la Chiesa "non è un agente politico" ma deve piuttosto "purificare la ragione" e risvegliare "le forze morali", Benedetto XVI ha invitato i laici cattolici a "dedicarsi con generosità e coraggio" alla costruzione di un ordine sociale giusto.

DILIBERTO. Le dichiarazioni del Pontefice sono state riprese dal leader dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto: "Non avete ascoltato la Comunità europea, non avete ascoltato l'Onu, ascoltate almeno il Papa", ha detto rivolgendosi ai propri alleati moderati del centrosinistra: "L'Europa chiede che un contratto da precario non possa durare più di due anni; l'Ilo, l'agenzia per il lavoro dell'Onu, sostiene che la legge Biagi con il pretesto della flessibilità ha creato una situazione di precarietà preoccupante. Ora il Papa. Il Papa - sottolinea Diliberto - non un pericoloso bolscevico. È il Papa a sostenere le ragioni dei precari e contrastare la precarietà come elemento di iniquità sociale. Dico ai miei alleati moderati del centrosinistra: ascoltatelo!".

Macerata: non riesce a pagare il mutuo, operaio si uccide

Pensava di non riuscire a pagare la prossima rata del mutuo. E si è ucciso. Una storia comune a molti, ma finita tragicamente. E' accaduto a Tolentino (Macerata). La vittima è un operaio di 43 anni: si è impiccato in uno stanzino dell'azienda per la quale lavorava. L'uomo - racconta l'Ansa - aveva moglie e un figlio di sei anni, e aveva acquistato un appartamento in una palazzina in cui abitano anche i suoceri. Con il suo lavoro stabile e con quanto guadagnava la moglie, assunta con un contratto precario, finora era riuscito a far fronte a tutti gli impegni economici. A settembre però la donna ha perso il lavoro. I sindacati Fiom e Cgil delle Marche denunciano le "difficili condizioni di vita di tante famiglie, che, sempre più spesso, anche a causa dell'aumento dei tassi di interesse sui mutui, fanno fatica ad arrivare a fine mese e vivono questa condizione con grande preoccupazione".

I DUBBI. In serata tuttavia il cognato della vittima, tornato da Perugia subito dopo la tragedia, e alle prese con il compito straziante di spiegare "piano piano" al nipotino cosa è successo, non conferma ai giornalisti il nesso mutuo-suicidio. "È meglio lasciar perdere. G. non ha lasciato detto niente, nè biglietti nè altro, e nessuno di noi poteva immaginare che sarebbe accaduta una cosa così".

TRADIZIONI

IT'S FANTASTIC!!!

VERY NICE!!!VERY COOL!!!!

LO STRATAGEMMA

La Cassazione: “la critica ai Vigili Urbani oltre a non costituire reato è utile alla collettività

Anche i Vigili Urbani possono essere fatti oggetto di critica, non solo verbalmente, ma anche a mezzo missiva spedita, direttamente, presso il Comune cui appartiene la polizia Municipale.
Lo ha previsto la Corte di Cassazione, V Sezione penale che, con Sentenza n. 36077, ha provveduto ad annullare due condanne inflitte dal tribunale di Venezia nei confronti di un pensionato che, stanco, a suo dire, dell’atteggiamento improntato a menefreghismo, scarsa professionalità e, talora, arroganza, dei Vigili del suo paese di residenza, aveva scritto direttamente al Sindaco denunciando gli accaduti e cinque agenti del Corpo dei Vigili Urbani.
Ne scaturì una denuncia per diffamazione e relativa prima condanna in primo grado, confermata in appello, nei confronti del denunciante, il quale, faceva anche rilevare che, i vigili, “nell’esercizio delle loro funzioni assumevano comportamenti superficiali, misti ad incoscienza e presunzione ‘’. Inoltre, faceva sempre osservare il pensionato, “accusava i vigili urbani di elevare multe spronati dal raggiungimento di una somma messa a bilancio preventivo; di presentarsi con bardature vistose, pistole e manette come fossero in una terra di conquista: di avere scarso impegno nel lavoro, un certo menefreghismo; e di avere, nei rilevamenti dei sinistri stradali condotte inqualificabili che denotano scarsa professionalità, tanta superficialità mista ad incoscienza e presunzione”.
A questo punto la Sentenza della Suprema Corte, che, non solo assolveva il cittadino, ma addirittura riconosceva in lui, la legittimità della sua protesta, laddove si riferisca ad atteggiamenti verso le Forze dell’ordine ed il loro operato e che dunque gli stessi rimproveri mossi non vadano a colpire la persona, atteso tutto ciò, le critiche alla Polizia Municipale rientrano nel legittimo esercizio di critica.
Inoltre, secondo la Cassazione, “il modo con il quale il vigile urbano esplica il proprio ufficio nelle molteplici sue manifestazioni, legittime e, in ipotesi meno legittime, è di palese interesse della collettività, posto che la stessa rappresenta il soggetto al quale quelle attività sono rivolte e nel cui interesse sono svolti in genere i servizi comunali, essendo altresì tale soggetto chiamato a garantire, dal punto di vista finanziario, il funzionamento della stessa macchina comunale”. Cosicché, nel caso specifico, per aver criticato l’operato dei vigili, il denunciante, merita l’assoluzione, avendo sollevato un problema di interesse pubblico.Dunque, il legittimo esercizio di critica, in questo caso nei confronti dei vigili, oltre a non costituire reato, è anche utile alla collettività.

Forza tutti sotto al palazzo Fazzini...ahahahahhahahah

www.ondaradio.info

FLOP PORTALE ITALIA

La home page del portale Italia.it
Vi ricordate del sito www.italia.it, il portale del turismo italiano?
Quello che dovrebbe servire a pubblicizzare, entro i patrii confini e all’estero, l’immagine dell’Italia. Quello presentato, in un inglese che definire maccheronico è un eufemismo, dal ministro Francesco Rutelli, che lo aveva inaugurato come una vetrina per dare ancora maggiore lustro alla nostra bella nazione?
Quello costato anni di programmazione, 45 miliardi di euro, centinaia di persone impiegate? Quello subissato di critiche per le spese, per problemi tecnici, per alcuni madornali errori e i contenuti piuttosto vecchiotti?

Ve lo ricordate? Bene, ora scordatevelo: potrebbe chiudere. Da un momento all’altro: “Quel sito o cambia oppure è meglio chiuderlo”. A pronunciare queste parole non è un cittadino qualsiasi, tanto meno il Grillo capopopolo ed esperto di rete. A parlare è proprio il ministro della Cultura, Francesco Rutelli. E non ha parlato in inglese stavolta. Anche lui si è reso conto dell’enorme spreco e ha rilasciato dichiarazioni nettissime: “Facciano qualcosa, altrimenti è meglio lasciar perdere”.
Lanciato nel marzo del ‘94 dall’allora ministro per l’Innovazione e la Tecnologia, Lucio Stanca, come la pagina web che avrebbe rivoluzionato l’immagine del Bel Paese rendendola fruibile a tutti coloro che vogliono visitarla, italia.it non ha mai cessato di incassare critiche. E stop parlamentari. L’ultimo a fine settembre quando all’audizione presso la X Commissione delle Attività Produttive, tenutasi alla Camera dei Deputati, Ciro Esposito, capo del Dipartimento Innovazione della Presidenza del Consiglio, ha comunicato che le nuove società che hanno vinto la gara per la gestione dei portali della PA, bandita dal CNIPA, (al posto della IBM che aveva un contratto fino al luglio scorso), hanno bisogno di almeno tre mesi di rodaggio operativo, per poi partire autonomamente i primi mesi del 2008. Saltando così l’appuntamento alla Bit del 2008 (la Borsa Internazionale del Turismo, dal 21 al 24 febbraio).
Nel frattempo, il mega sito è rimasto praticamente invisibile e inaccessibile ai navigatori: inchiodato al 2.539/mo posto nella classifica degli accessi dei web nazionali. In questo ultimo periodo, va detto, si anche è cercato di rilanciare il progetto, svecchiandolo, anche utilizzando mezzi come YouTube. Ma i risultati non sono stati soddisfacenti. La stessa Unionturismo aveva lanciato i suoi allarmi: “Siamo preoccupati per il contenuto fuorviante del portale: contiene errori madornali nelle informazioni sul Molise, sulle Marche, sulla Liguria e sull’Abruzzo. Il governo deve intervenire”.fonte panorama

Detto, fatto. Senza perdere tempo. Tempo che sta per scadere per italia.it.

Il VIDEO su YouTube della presentazione del sito da parte del ministro Rutelli:

15.10.07

IL PLAYER DEI MIEI VIDEO

IL MIO GRUPPO SU FLICKR:VIESTE PERLA DEL GARGANO

ARTE ASTRATTA:SANTINO AL MUSEO


AH AH!!SEI GRANDE CORIO!!!!FOTO BY MIKI

Bruce Willis interpreta per la quarta volta lo sbirro “duro a morire”. Die Hard fa il restyling e (ri)torna spettacolare.

Bruce Willis: eroe per caso
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occhiello Il film

Era il 1988 ed era la vigilia di Natale quando John McClane, poliziotto di New York, raggiunse a Los Angeles la moglie occupata presso una compagnia giapponese. Proprio nel grattacielo della prestigiosa società un gruppo di criminali tedeschi prese in ostaggio gli invitati al party natalizio. Un diversivo per svaligiare il caveau. Senza aiuto alcuno John bloccò l'azione dei banditi perfettamente equipaggiati. Dentro un grattacielo di cristallo inizia la saga di McClane, eroe per caso che fuori dalla propria 'giurisdizione' si farebbe volentieri i fatti suoi.
Se Trappola di cristallo stabilisce il personaggio e il suo ambito di azione, i successivi Die Hard (58 minuti per morire – Die Harder, 1990 e Die Hard – Duri a morire, 1995) ripetono puntualmente il meccanismo aggiornando l'appeal della serie.
Nel quarto episodio, Die Hard – Vivere o morire, il dispositivo non cambia e rilancia con un sapiente restyling il poliziotto McClane (promosso detective) di Bruce Willis. Separato dalla moglie, strappata al pericolo nei primi due episodi e (mal) sopportato dalla figlia in età da college, McClane maledice ancora una volta la coincidenza che lo ha costretto nel posto sbagliato, al momento sbagliato. Lo stesso protagonista confessa al giovane hacker, che è "costretto" a salvare da numerosi attentati, l'eroismo involontario delle sue azioni. McClane, lontano da essere un supereroe o un veterano incazzato del Vietnam, incarna piuttosto un eroe vulnerabile che combatte una guerra solitaria mentre fuori da un grattacielo, da un aeroporto, da una scuola o da una centrale del gas, polizia, FBI e agenti antiterrorismo si scontrano, rivendicando competenze e altre sciocchezze. Bruce Willis, esasperando il carattere sornione del suo personaggio e assecondandone gli aspetti ironici, torna a interpretare a cinquantadue anni suonati e "spettacolarmente" portati, un action muscolare aggiornato all'era digitale. Il Die Hard di Len Wiseman è un cinema che si trasforma in gioco, vivendo soprattutto in funzione della conoscenza cinematografica dello spettatore, in grado di riconoscere nel materiale narrativo, iconografico e linguistico i rimandi più o meno consapevoli agli altri episodi della serie. Contro il nuovo cattivo (homo virtualis), che colpisce il mondo impiegando una tastiera, McClane (homo habilis) contrappone una competenza pratica, impugnando pistole o estintori e guidando elicotteri o tir a rimorchio. Nell'era digitale degli (anti)eroi disincarnati, Bruce Willis rivendica l'eroe 'analogico' che conosce la fatica del mestiere (quello dell'attore e quello dello sbirro), lo sforzo dei muscoli e il sudore della fronte.

Ronaldo: ''Ci siamo quasi''Galliani: ''Qui a lungo''

L'attaccante brasiliano non giocherà con l'Empoli ma è ormai pronto al rientro. ''Non vogliamo sbagliare ancora, usiamo tutta la prudenza e la tranquillità del mondo''. L'ad: ''Adesso recupera, giocherà e poi penseremo al contratto''
MILANO - Ronaldo sta meglio ma non finirà domenica, quando il Milan affronterà l'Empoli, la il conto alla rovescia per il suo rientro in campo. ''Ci siamo quasi - ha detto l'attaccante brasiliano -. Ho visto un po' di notizie sbagliate negli ultimi giorni. Noi siamo tranquilli e stiamo seguendo il programma. Abbiamo già fatto uno sbaglio, non vogliamo sbagliare ancora, perciò usiamo tutta la prudenza e la tranquillità del mondo. Per il rientro dovremo essere sicuri''.

Adriano Galliani sorride alle notizie provenienti dall'infermeria. ''Sta migliorando - ha spiegato l'amministratore delegato rossonero - vedremo se sarà effettivamente in grado di giocare domenica ma i medici mi dicono che è in netto miglioramento. Il contratto? Sta così bene al Milan che non ce lo porta via nessuno. Adesso recupera, poi giocherà e poi penseremo al contratto''.

Di contratto si parla anche quando a Galliani viene chiesto dell'interessamento del Chelsea per Kakà: ''Sono stanco di ripetere che sono bufale. L'unica società che ci ha richiesto Kakà è stato il Real Madrid, che è stato gentilmente invitato a non insistere. Rinnovi e adeguamenti sono cose interne alla nostra società, Kakà ha un contratto fino al 2011 e lo rispetterà''.

Da un attaccante fermo ai box ma pronto al rientro in pista, ad un altro, Pato, che continua a studiare in attesa del debutto. ''Pato sta facendo benissimo - dice Galliani -. Da gennaio sarà uno dei nostri quattro attaccanti. Toccherà poi all'allenatore decidere chi dovrà giocare. Con Ronaldo a disposizione e con la possibilità di schierare Pato, l'orientamento di Ancelotti è quello di giocare con due punte e una mezza punta''.

Infine, a Gourcuff che si lamenta del poco spazio, Galliani replica: ''Ha parzialmente ragione. Avevamo detto che non avremmo preso nessuno a centrocampo per valorizzare proprio lui. Invece strada facendo si è manifestata l'occasione Emerson e l'abbiamo sfruttata. Però Gourcuff deve capire che ha la fortuna di giocare nel club più titolato al mondo e se è bravo deve superare la grande concorrenza che c'è in un club come il nostro''.

( 15/10/2007 )

Collina: `Il gol di Iaquinta era da annullare`

(Pierluigi Collina)
(AGM-DS) - Milano, 15 ottobre - La presenza di Collina nella trasmissione `Rai Radio Anch`io Sport`, ha stimolato l`approfondimento di fatti e di regole. A proposito di regole e` stato chiesto subito a Pierluigi Collina di commentare sia il contestato gol di Trezeguet nel derby di Torino, sia il gol dello juventino Iaquinta nella partita con la Fiorentina. `Il gol nel derby era regolare perche` nella interpretazione dell`arbitro il colpo di testa di Dellafiore e` stato visto come una giocata. Certo i limiti tra tocco e giocata sono molto sottili, con scelta non sempre facile e pretendere che tutto sia bianco o nero e` impossibile da ottenere. ha commentato Collina - Per quanto riguarda Fiorentina-Juventus, il regolamento e` chiaro un gol deve venire annullato se un giocatore ostacola o ostruisce la visuale del portiere. Il giudizio dell`arbitro deve essere sulla valutazione del fatto. La presenza di Trezeguet era a ridosso del portiere e la rete andava annullata. E` chiaro, dopo, la persona che poteva togliere dubbio era il portiere. Frey non ha protestato, ma la protesta non cambia la decisione di un arbitro. Se crediamo che protesta faccia cambiare giudizio, allora dubitiamo in partenza dell`arbitro e del suo ruolo`

L`avvento dell`auricolare deve essere visto come una cosa positiva o negativa? `Obiettivo dell`auricolare e` fornire un elemento in piu` all`arbitro. L`arbitro in questo modo puo` avere tre diversi punti di vista: gli assistenti e il quarto uomo. Confrontarsi in tempo reale puo` essere utile. Occorre farlo bene. Altre volte possono aver contribuito a fare confusione. In ogni caso ritengo sia un sistema molto utile`

Nel corso del Mondiale per Club sara` sperimentata la presenza di due assistenti nei pressi della porta: `E` una precisa volonta` del presidente della Uefa, Michel Platini, che l`ha proposta alla Fifa. Ci sara` un gruppo di persone che studiera` da vicino il progetto e una di quelle saro` io, insieme a due ex arbitri europei` ha annunciato il designatore. Per quanto riguarda il tentativo fatto con il pallone con sensori, il commento di Collina e` stato: `I microchip nel pallone sono stati provati in un Mondiale Under 17 in Peru`. Non ha avuto un gran risultato anche per mancanza di casi concreti. Forse bisogna lavorare su altre tecnologie, cosi` come importante il contributo umano` Naturalmente anche un arbitro super allenato non puo` arrivare dove la tecnologia puo` aiutare: `Dove c`e` la possibilita` di migliorare le prestazioni con allenamento, e` necessario farlo, ma ci sono cose oggettivamente impossibili da essere valutate. L`occhio umano deve essere usato per valutare meglio situazioni reali. Su altre cose l`occhio umano non puo` intervenire, specie in situazioni con pallone alto`.

Molti i temi specifici che sono stati discussi con Collina, tra i quali le trattenute in area di rigore: `L`obiettivo primario e` vederle le trattenute` - ha commentato Collina - L`arbitro non ha le `dedicate` (telecamere dedicate a seguire certe porzioni di campo o coppie di giocatori, n.d.r.). Il regista ha a disposizione sette o otto `dedicate`. L`arbitro non ce l`ha. Non puo` vedere come una telecamera. L`arbitro deve sapere come concentrare la sua attenzione e lo fa sapendo di calcio. conoscendo tattica e schemi e seguendo i movimenti. Se si tratta trattenuta e non magliette che si muovono, ma che non provocano conseguenze, allora e` giusto fischiare e dare fallo. L`arbitro deve essere molto attento e capace. Prima deve vedere. Non e` facile in area vedere, credetemi con sette, otto coppie di giocatori non e` possibile seguirle tutte. Ci si sofferma su una o due`.

Sul `famoso` fallo da dietro, la cui attenzione viene chiesta specialmente a ridosso di grandi eventi e poi sembra finire nel dimenticatoio: `Togliamo innanzitutto la parola `da dietro`. Il fallo e` punibile con espulsione quando mette a rischio incolumita`. Da dietro o di lato non conta. Quello che qualifica il fallo da espulsione e` che mette a rischio l`incolumita` fisica dell`avversario. A volte non e` facile vederlo dal campo a velocita` reale. Col tempo e` vero che si tende a `mollare` un po`, pero` vorrei dire che da noi le espusioni sono aumentate in maniera sensibile`. Altro tema: il fallo di mano intenzionale: `La parola chiave e` volontario. E` questo che qualifica l`episodio in ogni zona del campo. Quello che conta e` la volonta` di toccare la palla con la mano. Difficile fare processo alle intenzioni, ma per agevolare arbiro sono stati posti dei paletti, per cui certe cose sono punite a prescidene. Ad esempio, il giocatore che salta con braccia alzate, anche senza guardare la palla, verra` punito comunque se tocca il pallone con la mano. Poi il fallo non prevede sempre un provvedimento, ma se interrompe azione avversaria o quando impedisce all`avversario una chiara occasione da gol o come nel caso di Roma-Inter (`parata` di Giuly, n.d.r.) impedisce una rete. Ritengo comunque che certi casi punire con espulsione quando si da anche il rigore e` forse troppo, ne e` stato parlato con l`International Board, ma ha rigettato la proposta. Piu` giusto sarebbe il rigore e l`ammonizione`.

Un delle tante domande rivolte a Collina dagli ascoltatori, ha riguardato anche la possibilita` di dare accesso in serie A anche ad arbitri piu` giovani: `Mai come quest`anno, quello degli arbitri e` un gruppo giovane con 34 anni di media. ha risposto il designatore - Farina ha 45 anni e due, come Valeri e Pinzani che stanno ben facendo in serie B, ne hanno 28. Si e` ringiovanito e velocizzato il processo per arrivare dalle categorie inferiori alla serie A. E` chiaro che tra i requisiti che un arbitro deve avere per dirigere in serie A ci deve essere anche maturita` adeguata`

A proposito di categorie inferiori, spesso chi svolge il ruolo dell`arbitro scappa per la volenza, le feroci contestazioni e anche il mancato sostegno economico: `Sicuramente i primi problemi, violenza e contestazioni, sono importanti e magari sottovalutati. Gussoni e l`A.I.A hanno gia` piu` volte evidenziato il problema. Giorni fa sono tornato a vedere una partita di calcio giovanile e sono rimasto colpito, in negativo, dal comportamento di certi genitori e questo fa riflettere sul movimento calcio a livello giovanile. Sul sostegno economico, e` chiaro che devono essere indennizzati, mi risulta che pero` la situazione non sia male`

Infine, pare che ultimamente la cosiddetta `solitudine` del portiere sia aumentata con il fatto che risulta essere il piu` punito dalle regole e dagli arbitri: `Uno dei protagonisti di falli e` il portiere. A me e` capitato durante una partita di Coppa Uefa di espellere il portiere, era Barthez. Certo, questo` ha peggiorato lo spettacolo. Le regole oggi sono queste, si cerca di cambiarle, ma non sempre e` facile`

Storace indagato: offese a Napolitano

Roma - Francesco Storace è indagato dalla procura di Roma per il reato di offesa all’onore o al prestigio del Presidente della Repubblica. L'iniziativa della procura fa seguito alle affermazioni di Storace nei confronti del Capo dello Stato, dopo che Giorgio Napolitano aveva difeso la senatrice a vita Rita Levi Montalcini dalle critiche dello stesso esponente di An.

Storace: "Io indagato per amor di casta..." «Nel nome dell’amor di casta, viva la Procura della Repubblica di Roma». Francesco Storace replica con questa battuta alla notizia che la Procura ha aperto un’inchiesta nei suoi confronti.

Mantovano (An): "Non c'è reato" «Si può dissentire sul modo. Si può dissentire sul contenuto. Ma non si può trasformare in reato un intervento al più opinabile come quello del senatore Francesco Storace sul presidente della Repubblica». Lo afferma il senatore Alfredo Mantovano (An), commentando l’inchiesta aperta dalla procura. «Un conto - sostiene Mantovano - è la critica, anche pesante, un conto sono le ragioni per aprire un procedimento penale. Fra i compiti dell’autorità giudiziaria non rientra quello di sanzionare la lesione del bon ton politico. O è cambiato qualcosa dai tempi di Leone e Cossiga?».

La vicenda Storace è indagato per l’ipotesi di reato contemplata dall’articolo 278 del codice penale. Il fascicolo è coordinato dal procuratore della Repubblica di Roma, Giovanni Ferrara. Sulla procedibilità dell’indagine, secondo l’articolo 278 del codice penale, dovrà pronunciarsi il Guardasigilli Clemente Mastella che, dopo aver fatto le sue valutazioni, dovrà decidere se si potrà procedere nei confronti di Storace e autorizzare la procura di Roma a indagare. In caso contrario la procura non potrà procedere nei confronti del senatore de "La Destra" e chiederà l’archiviazione del fascicolo. Le dichiarazioni di Storace, dopo la polemica con la senatrice a vita Rita Levi Montalcini, furono criticate nei giorni scorsi dal presidente della Repubblica. Il senatore, proprio in merito a tali critiche, definì «indegno» il comportamento di Giorgio Napolitano. «Giorgio Napolitano non ha alcun titolo - disse Storace - per dare patenti etiche, la smetta di soccorrere un governo moribondo». Storace disse a proposito di Napolitano che aveva »usurpato la sua carica a maggioranza».FONTE IL GIORNALE

Vieste: sequestrata rete da posta di 250 metri

Sequestrata una rete da posta di circa 250 metri di lunghezza che era stata collocata all'ingresso del porto di Vieste perchè priva di qualsiasi segnalamento marittimo, sia diurno sia notturno. L'operazione, effettuata da una motovedetta Cp 543, è stata fatta per eliminare rischi alla sicurezza della navigazione e delle persone: proprio per questo, infatti, è vietata qualsiasi attività di pesca all'interno dei porti o nelle loro vicinanze. Per il comandante dell'ufficio marittimo, tenente Massimo Simoncelli, la rete era stata collocata da 'pescatori occasionali e improvvisati che si avvalgono di strumenti professionali per la pesca senza averne la licenza di pesca e senza conoscere leggi e regolamenti'. Piazzare reti da posta in luoghi vietati come i porti, infatti, reca 'serio pericolo - sottolinea Simoncelli - agli utenti del mare e intralcio alla navigazione'.

Tatiana Bellizzi

SANTINO E LE SCARPE N.47(10)

BLINGEE:INTERESSANTE SITO CHE PERMETTE DI TRASFORMARE LE PROPRIE FOTO IN IMMAGINI SCINTILLANTI!!!

ECCO IL LINK AL SITO BLINGEE.COM

13.10.07

GINO E PRTUS

MODELLO GIUDITTA!!!!

NO GIACUMIN NO!!!

Kaka

APPLAUSI PER IBRA



CUSS EI NU GIOCATOR ALTR CHE TREZEGUET... CAMIN PRENCIPE VATT LEV U CUL A MER

"Napolitano indegno per la carica"


Roma, 13 ottobre 2007 - "Non so se devo temere l`arrivo dei corazzieri a difesa di Villa Arzilla, ma una cosa è certa: Giorgio Napolitano non ha alcun titolo per distribuire patenti etiche. Per disdicevole storia personale, per palese e nepotistica condizione familiare, per evidente faziosità istituzionale".

Lo dice il senatore de La Destra Francesco Storace, che evidentemente non demorde e non accetta la censura arivata ieri dal Capo dello Stato per l'invio delle stampelle alla senatrice a vita Levi Montalcini.
"E` indegno di una carica usurpata a maggioranza. E la smetta di soccorrere un governo moribondo a difesa di una signora talmente importante che anche quest`anno, come ha ricordato ieri il presidente Calderoli, costerà tre milioni di euro agli italiani. Nobel o no, i ricatti - dice Storace - si chiamano ricatti e i voti dei senatori a vita restano politicamente immorali"

FASSINO: E' UN IRRESPONSABILE

"Espressioni vergognose e irresponsabili che squalificano chi le pronuncia - risponde il leader dei Ds Piero Fassino - Ogni italiano sa con quanto rigore e dedizione il Presidente Napolitano assolve al suo ruolo di garante delle istituzioni democratiche e della loro credibilità". Al presidente della Repubblica, Fassino ha espresso la solidarietà sua personale e di tutti i Democratici di sinistra.

"Mi auguro - ha aggiunto - che anche i dirigenti dei partiti dell'opposizione avranno la responsabilità di prendere nettamente le distanze da simili comportamenti".



SOLIDARIETA' DALL'UDEUR

Solidarietà dei Popolari-Udeur al Presidente Napolitano per le critiche rivoltegli da Storace. In una nota congiunta i due vicesegretari, Satta e Di Stefano, e i presidenti dei gruppi di Camera e Senato, Fabris e Barbato, stigmatizzano il "violento attacco subito dal Capo dello Stato ad opera di Francesco Storace. Si tratta di espressioni vergognose che mettono in luce la cultura dell'intolleranza di cui il leader de 'La Destrà si fa portavoce, già manifestatasi nei confronti della senatrice Montalcini. L'alto ruolo rivestito dal Presidente Napolitano non può essere infangato in questo modo. Ci auguriamo che messaggi di condanna arrivino da tutto il centro destra".

BONELLI: PAROLE FASCISTE IN LIBERTA'

"Quelle di Storace nei confronti del presidente Giorgio Napolitano sono vergognose intimidazioni: mai nella storia della Repubblica avevamo sentito pronunciare parole simili nei confronti del Capo dello Stato". Lo dice il capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli, commentando le affermazioni del leader del movimento 'La Destra'.
"Siamo in presenza di parole fasciste in libertà, ha aggiunto Bonelli. Occorre che il presidente del Senato Marini, che ha gli strumenti per farlo, intervenga subito per censurare questi vergognosi insulti. Ci aspettiamo inoltre che, da Berlusconi sino a Fini, non solo vengano dichiarazioni di condanna ma anche che si chiuda qualsiasi rapporto politico con Storace e la sua formazione".


"I Verdi - ha concluso Bonelli - esprimono un'affettuosa solidarietà al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per gli attacchi ricevuti".

MARINI: SUPERATO IL LIMITE

Il Presidente del Senato, Franco Marini, interviene in difesa del Capo dello Stato, duramente criticato oggi dal leader de La Destra, Francesco Storace. "Nella storia istituzionale italiana - afferma Marini in una nota - anche nei momenti di maggiore scontro politico, che non sono certo mancati, non eravamo mai giunti al superamento di ogni limite nell'attacco alla suprema magistratura del Paese come accaduto con le affermazioni del senatore Storace, palesemente ingiuste e assolutamente non veritiere".


Per la seconda carica dello Stato: "Con questo episodio si è abbondantemente oltrepassato il confine di una corretta dialettica politica. Proprio in un momento in cui i cittadini chiedono sobrietà e responsabilità alla politica si deve registrare un comportamento assolutamente inaccettabile. Assicuro al Presidente della Repubblica - conclude - la più viva solidarietà dell'Assemblea di Palazzo Madama oltre che mia personale".

BERTINOTTI: ESTRANEO ALLO SPIRITO DELLA REPUBBLICA

"La dichiarazione del senatore Storace è incompatibile con la civiltà politica. La questione che si pone non è di buona educazione, essa investe i fondamenti della convivenza civile della Repubblica", attacca il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che aggiunge: «La Costituzione repubblicana, non a caso nata dalla lotta di liberazione contro il fascismo, attribuisce al Capo dello Stato il ruolo di garante e rappresentante della Repubblica. Tutta la Costituzione materiale che ne è seguita in tutti questi anni, ha sempre coerentemente consentito che anche le posizioni del Presidente della Repubblica potessero essere criticate. Mai ne ha permesso l'oltraggio e il vilipendio. Con le sue affermazioni Storace si configura come estraneo allo spirito della Repubblica".


Bertinotti conclude: "Giorgio Napolitano questo spirito ha interpretato e interpreta, guadagnandosi il rispetto di tutti ed essendo da tutti riconosciuto come il Presidente della nostra Repubblica. Interpretando adeguatamente questo suo alto magistero, il Presidente della Repubblica ha difeso una personalità di livello mondiale coma la senatrice a vita Rita Levi Montalcini. Contemporaneamente ha espresso il rispetto che una civiltà deve ai suoi anziani e il rispetto che nella civiltà tutti debbono alle fisiche fragilità. Il Capo dello Stato conosce i canoni della civiltà e il dettato di questa Repubblica di cui è stato uno dei costruttori. Storace no".

VELTRONI: LA CDL CONDANNI

"La Casa delle libertà deve condannare tutta, senza se e senza ma, le dichiarazioni di uno dei suoi alleati, Francesco Storace. È il minimo che ci possa aspettare di fronte all'inaudito attacco portato al Presidente della Repubblica». Lo ha detto Walter Veltroni, candidato alla segreteria del Pd.fonte:quotidiano.net

12.10.07

Marco Travaglio - Anno zero 11-10-2007

El Último Spot de Ronaldinho (Nike): ¿Ficción o Realidad?

Zelig - franco neri - sala parto

Ritardo Totti all'antidoping procedimento archiviato

In gran segreto è approdata nel pomeriggio alla Corte di giustizia federale la richiesta di archiviazione della Procura antidoping del Coni per una "irregolarità" dopo Roma-Torino del maggio scorso: il giallorosso si era presentato con 13' di ritardo per acciacchi fisici

Francesco Totti, 31 anni, capitano e simbolo della Roma. Afp
Francesco Totti, 31 anni, capitano e simbolo della Roma. Afp
ROMA, 12 ottobre 2007 - In tutta segretezza è approdata oggi pomeriggio alla Corte di giustizia federale la richiesta di archiviazione della Procura antidoping del Coni per una "irregolarità" nel controllo antidoping del capitano della Roma Francesco Totti. Il caso fa scalpore perché riguarda uno dei migliori giocatori italiani, in realtà si tratta di un caso che è arrivato in giudizio solo per una questione regolamentare: la Procura antidoping, infatti, non può disporre direttamente l’archiviazione di una vicenda portata alla sua attenzione, ma deve rivolgersi obbligatoriamente all’organo giudicante della federazione per "chiedere" l’archiviazione stessa. Se il caso fosse passato dalle stanze del superprocuratore Palazzi, ad esempio, l’archiviazione sarebbe stata automatica.
I FATTI - L’irregolarità di Totti è consistita in un ritardo di tredici minuti all’esame antidoping dopo Roma-Torino del maggio scorso. Totti in quella gara era stato colpito duramente alla caviglia operata e subito dopo la fine dell’incontro era andato dal medico sociale Brozzi per farsi applicare del ghiaccio. L’ispettore dell’antidoping ha dovuto comunque segnare il ritardo e per questo Totti in agosto era stato chiamato dal Procuratore Torri per giustificarsi. A discolpa, oltre alle dichiarazioni del medico sociale, Totti aveva portato anche le radiografie che aveva fatto immediatamente dopo la gara.
REAZIONI - La vicenda nel suo complesso è minima, la Procura antidoping vista l’inconsistenza del caso aveva tenuto un profilo basso e non aveva dato nessuna segnalazione del fascicolo comunque aperto. Neanche i vertici del Coni erano informati e per questo qualche malumore serpeggiava al Foro Italico.