12.10.07

Ritardo Totti all'antidoping procedimento archiviato

In gran segreto è approdata nel pomeriggio alla Corte di giustizia federale la richiesta di archiviazione della Procura antidoping del Coni per una "irregolarità" dopo Roma-Torino del maggio scorso: il giallorosso si era presentato con 13' di ritardo per acciacchi fisici

Francesco Totti, 31 anni, capitano e simbolo della Roma. Afp
Francesco Totti, 31 anni, capitano e simbolo della Roma. Afp
ROMA, 12 ottobre 2007 - In tutta segretezza è approdata oggi pomeriggio alla Corte di giustizia federale la richiesta di archiviazione della Procura antidoping del Coni per una "irregolarità" nel controllo antidoping del capitano della Roma Francesco Totti. Il caso fa scalpore perché riguarda uno dei migliori giocatori italiani, in realtà si tratta di un caso che è arrivato in giudizio solo per una questione regolamentare: la Procura antidoping, infatti, non può disporre direttamente l’archiviazione di una vicenda portata alla sua attenzione, ma deve rivolgersi obbligatoriamente all’organo giudicante della federazione per "chiedere" l’archiviazione stessa. Se il caso fosse passato dalle stanze del superprocuratore Palazzi, ad esempio, l’archiviazione sarebbe stata automatica.
I FATTI - L’irregolarità di Totti è consistita in un ritardo di tredici minuti all’esame antidoping dopo Roma-Torino del maggio scorso. Totti in quella gara era stato colpito duramente alla caviglia operata e subito dopo la fine dell’incontro era andato dal medico sociale Brozzi per farsi applicare del ghiaccio. L’ispettore dell’antidoping ha dovuto comunque segnare il ritardo e per questo Totti in agosto era stato chiamato dal Procuratore Torri per giustificarsi. A discolpa, oltre alle dichiarazioni del medico sociale, Totti aveva portato anche le radiografie che aveva fatto immediatamente dopo la gara.
REAZIONI - La vicenda nel suo complesso è minima, la Procura antidoping vista l’inconsistenza del caso aveva tenuto un profilo basso e non aveva dato nessuna segnalazione del fascicolo comunque aperto. Neanche i vertici del Coni erano informati e per questo qualche malumore serpeggiava al Foro Italico.

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