Tatiana Bellizzi
fonte teleradioerre
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Bertinotti confessa in una chiaccherata con Riccardo Barenghi su La Stampa di non sapere neppure «quale legge elettorale voglia Romano». Prodi non chiarisce ma ribadisce di ritenere «molto importante» il lavoro in corso nella Commissione Affari costituzionali di Montecitorio. Su quale opzione? Niente, non risponde sul modello - se "francese" o "tedesco" - preferito di nuova legge elettorale ma più complessivamente sulle riforme istituzionali. Perché per lui vanno fatte assieme, senza repentine accelerate. Dunque: «Un'unica Camera che dà la fiducia al governo»; il Senato delle autonomie; la riduzione del numero dei parlamentari e maggiori poteri al premier.
Sulla legge elettorale, l'unica sottolineatura è che serve una convergenza, un sì bipartisan. Quindi il no di Berlusconi di ieri rischia di pesare come un macigno. Ma se Silvio Berlusconi chiude la porta al dialogo sulle riforme- si limita a rimarcare Prodi - se ne dovrà assumere le responsabilità.Rispondendo a una domanda sullo stop annunciato dal leader di Fi, il premier Romano Prodi avverte: «Ciascuno si assume le responsabilità della posizioni che prende. Se Berlusconi è contrario alla riforme, è contrario alle riforme. Punto».
Del resto Prodi spiega poi che «non è possibile l'approvazione della legge elettorale con una piccola maggioranza e una grande minoranza, altrimenti si ricomincia da capo e ogni cambiamento del governo spinge verso una nuova legge elettorale. E questo non è compatibile con la stabilità, che deve essere l'obiettivo della nuova legge».
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90 minuti divertenti. A San Siro è andata in scena Milan-Shakhtar Donetsk per il piacere dei sostenitori rossoneri presenti allo stadio. La squadra di Carlo Ancelotti voleva fortemente conquistare i 3 punti, voleva tornare alla vittoria...e ci è riuscita. Sono state tante le palle-gol create a turno dai protagonisti di questa sera; non tutte sono state realizzate, ma la percentuale si alza grazie alle due doppiette: quelle di Alberto Gilardino, nel primo tempo, e Clarence Seedorf, nella ripresa.
Carlo Ancelotti schiera Oddo, Nesta, Kaladze e Favalli in difesa (con l'esterno sinistro che sostiuisce Jankulovski per infortunio); il centrocampo classico, con Gattuso, Pirlo e Ambrosini; sempre il tecnico decide di schierare dal primo minuto Gilardino, in attacco, con alle spalle Seedorf e Kakà. Si, proprio il brasiliano, in dubbio fino alla vigilia, riesce a scendere in campo, dimenticandosi del dolore al ginocchio.
Dal canto suo Mircea Lucescu, con la difesa a 4, opta per le due punte, con Lucarelli e Brandao. A centrocampo i suoi brasiliani e Lewandowski come perno centrale.
La prima parte di gara è entusiasmante. Nel primo quarto d'ora, infatti, il Milan trova già il doppio vantaggio. Al 6', sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto da Pirlo, Gilardino stacca di testa, anticipando il suo marcatore, attaccato come una cozza. Il rossonero, però, riesce a spuntarla e metterla sul secondo palo, con Pyatov immobile. Passano pochi...secondi ed ecco il raddoppio. Al 14', dopo un'azione in cui Kakà ha sfiorato in contropiede il gol e ancora da un'azione nata dalla bandierina, Seedorf crossa per il numero 11 che, ancora con lo stesso ucraino precedente francobollato su di lui, lo anticipa mettendoci ancora la testa e indirizzando la palla nel 'sette'. Pyatov ancora immobile, fermo a guardare il pallone. Da questo momento in poi sono arrivate ancora diverse azioni, anche se nel quarto d'ora finale è stato lasciato spazio agli avversari. In questa parte finale di tempo è arrivato qualche pericolo, ma sempre ben controllato, soprattutto dall'estremo difensore: Kalac. Il portierone australiano si è disimpegnato bene, molto bene, nell'arco dell'intera gara, bloccando palloni importanti.
La ripresa si apre, di fatto, con il gol che accorcia le distanze per gli ucraini. Dopo 6 minuti, infatti, Lucarelli mette il suo sigillo personale e segna il 2-1. La squadra rossonera, però, si riprende immediatamente e ricomincia a macinare gioco, a creare azioni pericolose.
Tra i giocatori che più desiderano andare in rete c'è il brasiliano Kakà. Ricky continua a cercare la via del gol, ma spesso e volentieri è il portiere avversario a bloccare in gola l'urlo della gioia. Uno di questi momenti è quello che più resterà nella mente del numero 22: dopo una lunga corsa (50 metri palla al piede), il suo tiro si stampa nella parte interna, che più interna non si può, del palo ed esce. Ma è proprio da questa incredibile azione che nasce il terzo gol. Pirlo dalla bandierina spedisce in area, nessuno raccoglie in mezzo, ma lo fa Seedorf, da posizione defilata. Il suo controllo ricorda molto quello effetuato contro il Manchester l'anno scorso. Dopo lo stop...la rete, in diagonale, con la palla che si infila nell'angolo più lontano.
Di li a poco ancora l'olandese protagonista, ancora in seguito ad un tiro dalla bandierina, ancora di Pirlo. Il tiro del centrocampista viene respinto da Pyatov fuori dall'area. Oltre il limite dell'area stessa c'è ancora Seedorf che, senza controllare, calcia al volo, trovando una parabola splendida che supera tutti e si infila per il 4-1. E' un tripudio.
Adesso si torna a guardare al campionato e strizzare l'occhio alla vittoria nel torneo nazionale. Ci vuole e la squadra arriva con la fiducia giusta.fonte:acmilan.com
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COME DIREBBE PUZZAMOCK FREKT SCALANDRON,SOP SI SOTT NO!!!UN BEL MAZZACANE DI SQUALO LUNGO 3 METRI E DAL PESO DI 60 KG.
QUI FABIO CI PROPONE UN PEZZO DI REPERTORIO....
SBORNIA COMPLETA AL CHIOSCO....

Vi ricordate del sito www.italia.it, il portale del turismo italiano?
Quello che dovrebbe servire a pubblicizzare, entro i patrii confini e all’estero, l’immagine dell’Italia. Quello presentato, in un inglese che definire maccheronico è un eufemismo, dal ministro Francesco Rutelli, che lo aveva inaugurato come una vetrina per dare ancora maggiore lustro alla nostra bella nazione?
Quello costato anni di programmazione, 45 miliardi di euro, centinaia di persone impiegate? Quello subissato di critiche per le spese, per problemi tecnici, per alcuni madornali errori e i contenuti piuttosto vecchiotti?
Ve lo ricordate? Bene, ora scordatevelo: potrebbe chiudere. Da un momento all’altro: “Quel sito o cambia oppure è meglio chiuderlo”. A pronunciare queste parole non è un cittadino qualsiasi, tanto meno il Grillo capopopolo ed esperto di rete. A parlare è proprio il ministro della Cultura, Francesco Rutelli. E non ha parlato in inglese stavolta. Anche lui si è reso conto dell’enorme spreco e ha rilasciato dichiarazioni nettissime: “Facciano qualcosa, altrimenti è meglio lasciar perdere”.
Lanciato nel marzo del ‘94 dall’allora ministro per l’Innovazione e la Tecnologia, Lucio Stanca, come la pagina web che avrebbe rivoluzionato l’immagine del Bel Paese rendendola fruibile a tutti coloro che vogliono visitarla, italia.it non ha mai cessato di incassare critiche. E stop parlamentari. L’ultimo a fine settembre quando all’audizione presso la X Commissione delle Attività Produttive, tenutasi alla Camera dei Deputati, Ciro Esposito, capo del Dipartimento Innovazione della Presidenza del Consiglio, ha comunicato che le nuove società che hanno vinto la gara per la gestione dei portali della PA, bandita dal CNIPA, (al posto della IBM che aveva un contratto fino al luglio scorso), hanno bisogno di almeno tre mesi di rodaggio operativo, per poi partire autonomamente i primi mesi del 2008. Saltando così l’appuntamento alla Bit del 2008 (la Borsa Internazionale del Turismo, dal 21 al 24 febbraio).
Nel frattempo, il mega sito è rimasto praticamente invisibile e inaccessibile ai navigatori: inchiodato al 2.539/mo posto nella classifica degli accessi dei web nazionali. In questo ultimo periodo, va detto, si anche è cercato di rilanciare il progetto, svecchiandolo, anche utilizzando mezzi come YouTube. Ma i risultati non sono stati soddisfacenti. La stessa Unionturismo aveva lanciato i suoi allarmi: “Siamo preoccupati per il contenuto fuorviante del portale: contiene errori madornali nelle informazioni sul Molise, sulle Marche, sulla Liguria e sull’Abruzzo. Il governo deve intervenire”.fonte panorama
Detto, fatto. Senza perdere tempo. Tempo che sta per scadere per italia.it.
Il VIDEO su YouTube della presentazione del sito da parte del ministro Rutelli:
Il film Era il 1988 ed era la vigilia di Natale quando John McClane, poliziotto di New York, raggiunse a Los Angeles la moglie occupata presso una compagnia giapponese. Proprio nel grattacielo della prestigiosa società un gruppo di criminali tedeschi prese in ostaggio gli invitati al party natalizio. Un diversivo per svaligiare il caveau. Senza aiuto alcuno John bloccò l'azione dei banditi perfettamente equipaggiati. Dentro un grattacielo di cristallo inizia la saga di McClane, eroe per caso che fuori dalla propria 'giurisdizione' si farebbe volentieri i fatti suoi.
Se Trappola di cristallo stabilisce il personaggio e il suo ambito di azione, i successivi Die Hard (58 minuti per morire – Die Harder, 1990 e Die Hard – Duri a morire, 1995) ripetono puntualmente il meccanismo aggiornando l'appeal della serie.
Nel quarto episodio, Die Hard – Vivere o morire, il dispositivo non cambia e rilancia con un sapiente restyling il poliziotto McClane (promosso detective) di Bruce Willis. Separato dalla moglie, strappata al pericolo nei primi due episodi e (mal) sopportato dalla figlia in età da college, McClane maledice ancora una volta la coincidenza che lo ha costretto nel posto sbagliato, al momento sbagliato. Lo stesso protagonista confessa al giovane hacker, che è "costretto" a salvare da numerosi attentati, l'eroismo involontario delle sue azioni. McClane, lontano da essere un supereroe o un veterano incazzato del Vietnam, incarna piuttosto un eroe vulnerabile che combatte una guerra solitaria mentre fuori da un grattacielo, da un aeroporto, da una scuola o da una centrale del gas, polizia, FBI e agenti antiterrorismo si scontrano, rivendicando competenze e altre sciocchezze. Bruce Willis, esasperando il carattere sornione del suo personaggio e assecondandone gli aspetti ironici, torna a interpretare a cinquantadue anni suonati e "spettacolarmente" portati, un action muscolare aggiornato all'era digitale. Il Die Hard di Len Wiseman è un cinema che si trasforma in gioco, vivendo soprattutto in funzione della conoscenza cinematografica dello spettatore, in grado di riconoscere nel materiale narrativo, iconografico e linguistico i rimandi più o meno consapevoli agli altri episodi della serie. Contro il nuovo cattivo (homo virtualis), che colpisce il mondo impiegando una tastiera, McClane (homo habilis) contrappone una competenza pratica, impugnando pistole o estintori e guidando elicotteri o tir a rimorchio. Nell'era digitale degli (anti)eroi disincarnati, Bruce Willis rivendica l'eroe 'analogico' che conosce la fatica del mestiere (quello dell'attore e quello dello sbirro), lo sforzo dei muscoli e il sudore della fronte.
Adriano Galliani sorride alle notizie provenienti dall'infermeria. ''Sta migliorando - ha spiegato l'amministratore delegato rossonero - vedremo se sarà effettivamente in grado di giocare domenica ma i medici mi dicono che è in netto miglioramento. Il contratto? Sta così bene al Milan che non ce lo porta via nessuno. Adesso recupera, poi giocherà e poi penseremo al contratto''.
Di contratto si parla anche quando a Galliani viene chiesto dell'interessamento del Chelsea per Kakà: ''Sono stanco di ripetere che sono bufale. L'unica società che ci ha richiesto Kakà è stato il Real Madrid, che è stato gentilmente invitato a non insistere. Rinnovi e adeguamenti sono cose interne alla nostra società, Kakà ha un contratto fino al 2011 e lo rispetterà''.
Da un attaccante fermo ai box ma pronto al rientro in pista, ad un altro, Pato, che continua a studiare in attesa del debutto. ''Pato sta facendo benissimo - dice Galliani -. Da gennaio sarà uno dei nostri quattro attaccanti. Toccherà poi all'allenatore decidere chi dovrà giocare. Con Ronaldo a disposizione e con la possibilità di schierare Pato, l'orientamento di Ancelotti è quello di giocare con due punte e una mezza punta''.
Infine, a Gourcuff che si lamenta del poco spazio, Galliani replica: ''Ha parzialmente ragione. Avevamo detto che non avremmo preso nessuno a centrocampo per valorizzare proprio lui. Invece strada facendo si è manifestata l'occasione Emerson e l'abbiamo sfruttata. Però Gourcuff deve capire che ha la fortuna di giocare nel club più titolato al mondo e se è bravo deve superare la grande concorrenza che c'è in un club come il nostro''.
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| (Pierluigi Collina) |
Roma - Francesco Storace è indagato dalla procura di Roma per il reato di offesa all’onore o al prestigio del Presidente della Repubblica. L'iniziativa della procura fa seguito alle affermazioni di Storace nei confronti del Capo dello Stato, dopo che Giorgio Napolitano aveva difeso la senatrice a vita Rita Levi Montalcini dalle critiche dello stesso esponente di An.
Storace: "Io indagato per amor di casta..." «Nel nome dell’amor di casta, viva la Procura della Repubblica di Roma». Francesco Storace replica con questa battuta alla notizia che la Procura ha aperto un’inchiesta nei suoi confronti.
Mantovano (An): "Non c'è reato" «Si può dissentire sul modo. Si può dissentire sul contenuto. Ma non si può trasformare in reato un intervento al più opinabile come quello del senatore Francesco Storace sul presidente della Repubblica». Lo afferma il senatore Alfredo Mantovano (An), commentando l’inchiesta aperta dalla procura. «Un conto - sostiene Mantovano - è la critica, anche pesante, un conto sono le ragioni per aprire un procedimento penale. Fra i compiti dell’autorità giudiziaria non rientra quello di sanzionare la lesione del bon ton politico. O è cambiato qualcosa dai tempi di Leone e Cossiga?».
La vicenda Storace è indagato per l’ipotesi di reato contemplata dall’articolo 278 del codice penale. Il fascicolo è coordinato dal procuratore della Repubblica di Roma, Giovanni Ferrara. Sulla procedibilità dell’indagine, secondo l’articolo 278 del codice penale, dovrà pronunciarsi il Guardasigilli Clemente Mastella che, dopo aver fatto le sue valutazioni, dovrà decidere se si potrà procedere nei confronti di Storace e autorizzare la procura di Roma a indagare. In caso contrario la procura non potrà procedere nei confronti del senatore de "La Destra" e chiederà l’archiviazione del fascicolo. Le dichiarazioni di Storace, dopo la polemica con la senatrice a vita Rita Levi Montalcini, furono criticate nei giorni scorsi dal presidente della Repubblica. Il senatore, proprio in merito a tali critiche, definì «indegno» il comportamento di Giorgio Napolitano. «Giorgio Napolitano non ha alcun titolo - disse Storace - per dare patenti etiche, la smetta di soccorrere un governo moribondo». Storace disse a proposito di Napolitano che aveva »usurpato la sua carica a maggioranza».FONTE IL GIORNALE

Lo dice il senatore de La Destra Francesco Storace, che evidentemente non demorde e non accetta la censura arivata ieri dal Capo dello Stato per l'invio delle stampelle alla senatrice a vita Levi Montalcini.
"E` indegno di una carica usurpata a maggioranza. E la smetta di soccorrere un governo moribondo a difesa di una signora talmente importante che anche quest`anno, come ha ricordato ieri il presidente Calderoli, costerà tre milioni di euro agli italiani. Nobel o no, i ricatti - dice Storace - si chiamano ricatti e i voti dei senatori a vita restano politicamente immorali"
FASSINO: E' UN IRRESPONSABILE
"Espressioni vergognose e irresponsabili che squalificano chi le pronuncia - risponde il leader dei Ds Piero Fassino - Ogni italiano sa con quanto rigore e dedizione il Presidente Napolitano assolve al suo ruolo di garante delle istituzioni democratiche e della loro credibilità". Al presidente della Repubblica, Fassino ha espresso la solidarietà sua personale e di tutti i Democratici di sinistra.
"Mi auguro - ha aggiunto - che anche i dirigenti dei partiti dell'opposizione avranno la responsabilità di prendere nettamente le distanze da simili comportamenti".
SOLIDARIETA' DALL'UDEUR
Solidarietà dei Popolari-Udeur al Presidente Napolitano per le critiche rivoltegli da Storace. In una nota congiunta i due vicesegretari, Satta e Di Stefano, e i presidenti dei gruppi di Camera e Senato, Fabris e Barbato, stigmatizzano il "violento attacco subito dal Capo dello Stato ad opera di Francesco Storace. Si tratta di espressioni vergognose che mettono in luce la cultura dell'intolleranza di cui il leader de 'La Destrà si fa portavoce, già manifestatasi nei confronti della senatrice Montalcini. L'alto ruolo rivestito dal Presidente Napolitano non può essere infangato in questo modo. Ci auguriamo che messaggi di condanna arrivino da tutto il centro destra".
BONELLI: PAROLE FASCISTE IN LIBERTA'
"Quelle di Storace nei confronti del presidente Giorgio Napolitano sono vergognose intimidazioni: mai nella storia della Repubblica avevamo sentito pronunciare parole simili nei confronti del Capo dello Stato". Lo dice il capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli, commentando le affermazioni del leader del movimento 'La Destra'.
"Siamo in presenza di parole fasciste in libertà, ha aggiunto Bonelli. Occorre che il presidente del Senato Marini, che ha gli strumenti per farlo, intervenga subito per censurare questi vergognosi insulti. Ci aspettiamo inoltre che, da Berlusconi sino a Fini, non solo vengano dichiarazioni di condanna ma anche che si chiuda qualsiasi rapporto politico con Storace e la sua formazione".
"I Verdi - ha concluso Bonelli - esprimono un'affettuosa solidarietà al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per gli attacchi ricevuti".
MARINI: SUPERATO IL LIMITE
Il Presidente del Senato, Franco Marini, interviene in difesa del Capo dello Stato, duramente criticato oggi dal leader de La Destra, Francesco Storace. "Nella storia istituzionale italiana - afferma Marini in una nota - anche nei momenti di maggiore scontro politico, che non sono certo mancati, non eravamo mai giunti al superamento di ogni limite nell'attacco alla suprema magistratura del Paese come accaduto con le affermazioni del senatore Storace, palesemente ingiuste e assolutamente non veritiere".
Per la seconda carica dello Stato: "Con questo episodio si è abbondantemente oltrepassato il confine di una corretta dialettica politica. Proprio in un momento in cui i cittadini chiedono sobrietà e responsabilità alla politica si deve registrare un comportamento assolutamente inaccettabile. Assicuro al Presidente della Repubblica - conclude - la più viva solidarietà dell'Assemblea di Palazzo Madama oltre che mia personale".
BERTINOTTI: ESTRANEO ALLO SPIRITO DELLA REPUBBLICA
"La dichiarazione del senatore Storace è incompatibile con la civiltà politica. La questione che si pone non è di buona educazione, essa investe i fondamenti della convivenza civile della Repubblica", attacca il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che aggiunge: «La Costituzione repubblicana, non a caso nata dalla lotta di liberazione contro il fascismo, attribuisce al Capo dello Stato il ruolo di garante e rappresentante della Repubblica. Tutta la Costituzione materiale che ne è seguita in tutti questi anni, ha sempre coerentemente consentito che anche le posizioni del Presidente della Repubblica potessero essere criticate. Mai ne ha permesso l'oltraggio e il vilipendio. Con le sue affermazioni Storace si configura come estraneo allo spirito della Repubblica".
Bertinotti conclude: "Giorgio Napolitano questo spirito ha interpretato e interpreta, guadagnandosi il rispetto di tutti ed essendo da tutti riconosciuto come il Presidente della nostra Repubblica. Interpretando adeguatamente questo suo alto magistero, il Presidente della Repubblica ha difeso una personalità di livello mondiale coma la senatrice a vita Rita Levi Montalcini. Contemporaneamente ha espresso il rispetto che una civiltà deve ai suoi anziani e il rispetto che nella civiltà tutti debbono alle fisiche fragilità. Il Capo dello Stato conosce i canoni della civiltà e il dettato di questa Repubblica di cui è stato uno dei costruttori. Storace no".
VELTRONI: LA CDL CONDANNI
"La Casa delle libertà deve condannare tutta, senza se e senza ma, le dichiarazioni di uno dei suoi alleati, Francesco Storace. È il minimo che ci possa aspettare di fronte all'inaudito attacco portato al Presidente della Repubblica». Lo ha detto Walter Veltroni, candidato alla segreteria del Pd.fonte:quotidiano.net
