22.12.07

NARUTO SHIPPUUDEN 40-41ITA

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20.12.07

Intercettazioni, Berlusconi furioso

Intercettazioni, Berlusconi furioso
"Un attacco criminale alla privacy"" width="230">

Silvio Berlusconi

ROMA - "Un attacco criminale alla privacy". E' furiosa la reazione di Silvio Berlusconi dopo la pubblicazione sul sito dell'Espresso e di Repubblica.it del colloquio telefonico con il responsabile di Rai Fiction Agostino Saccà. Il caso arriva in serata anche a palazzo Chigi che ribadisce la richiesta alla magistratura di indagare ''senza dimenticare le prerogative delle persone e rispettando le garanzie costituzionali''. La presidenza del Consiglio auspica quindi una accelerazione della riforma del sistema radiotelevisivo.

Ma Berlusconi non ci sta e reagisce. Attaccando frontalmente: "Sono stato esposto al pubblico ludibrio senza motivo. Non c'è niente di preoccupante, salvo il fatto che siamo in un paese in cui non c'è più libertà". Poi l'affondo del Cavaliere si sposta contro la Rai dove lavora "chi si prostituisce o chi è di sinistra". Parole dette da chi, nella telefonata con Saccà, "suggerisce" il nome di alcune avvenenti attrici. Una in particolare che il Cavaliere lega a un senatore della maggioranza che Berlusconi cerca di convincere a cambiare schieramento. "In Rai non c'è nessuno che non sia stato raccomandato, a partire dal direttore generale che non è certo stato scelto attraverso una ricerca di mercato". "Io - continua il Cavaliere - ho fatto diversi interventi solo per segnalare personaggi che non sono di sinistra e che sono stati messi completamente da parte in Rai".
Rai e Fnsi. Viale Mazzini risponde all'ex premier con un comunicato: "Di fronte ad accuse indiscriminate e dai toni inaccettabili, la Rai ribadisce la piena fiducia nei propri dipendenti e collaboratori, nelle loro capacità professionali e nel loro costante e reale impegno per il miglioramento del servizio pubblico radiotelevisivo".

Il consigliere di amministrazione della Rai Sandro Curzi si dice "sconvolto", sia "per la sostanza" che per "il tono del contenuto". Curzi, inoltre, stigmatizza "l'umiliante scenario di oscure manovre politiche avvenute ai danni e alle spalle del Cda". Mentre un altro consigliere, Nino Rizzo Nervo si dice "non stupito" dall'intercettazione: "E' la dimostrazione che una parte politica ha continuato sino a oggi a dirigere dall'esterno la Rai".

Anche la Federazione nazionale della stampa italiana interviene dichiarando che "stavolta l'onorevole Berlusconi ha davvero passato il segno. La rabbia per la diffusione di notizie che confermano le sue pesanti intromissioni nella gestione della Rai, lo ha portato a dichiarazioni di sconfinata volgarità nei confronti delle donne e degli uomini che lavorano nel servizio pubblico. Adesso ci sono soltanto due cose che deve fare: vergognarsi e chiedere scusa".

Attacco a "Repubblica". L'ira del Cavaliere, oggi, non risparmiato Repubblica. In particolare la redazione napoletana del nostro quotidiano. "Mi si dice - azzarda Berlusconi - che il sostituto procuratore di Napoli è il fratello del capo della redazione napoletana di Repubblica". A questo proposito la nostra direzione sottolinea che la notizia "è destituita di ogni fondamento, ed è dunque falsa".

Le reazioni politiche. Carlo Giovanardi (Udc) punta l'indice sulla pubblicazione delle intercettazioni. "Una cosa che umilia tutte le regole parlamentari e processuali di un paese civile" dice il presidente della giunta per le autorizzazioni della Camera. E, in serata, anche Gianfranco Fini, pur non entrando nel merito, polemizza "Al di là degli aspetti legali, in questa vicenda si è superato il limite della decenza", mentre il leghista Roberto Maroni sostiene che la pubblicazione di una telefonata privata è l'ennesima dimostrazione della violazione sistematica di ogni legge, ogni regola ed ogni etica per colpire gli avversari politici. E' necessario che le istituzioni democratiche a partire dal Presidente della Repubblica (che presiede il Csm) intervengano subito per dirci se viviamo ancora in un Paese civile".

Mastella. ''Ho sempre ritenuto e piu' volte apertamente dichiarato che la riservatezza sia un diritto costituzionale da garantire a tutti senza eccezioni'', dice in una nota il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, che aggiunge: ''Credo che, anche alla luce delle ultime notizie di cronaca sia importante che il Parlamento si esprima al piu' presto sulla delicata materia delle intercettazioni, fondamentale per le investigazioni degli inquirenti, ma a rischio strumentalizzazioni, approvando il ddl che ho presentato"

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19.12.07

Morto il sesto operaio dell'acciaieria ThyssenKrupp

GENOVA. E' deceduto il sesto operaio, Rosario Rodinò, rimasto ferito a causa dell'incendio scoppiato all'acciaieria ThyssenKrupp di Torino nella notte fra il 5 e il 6 dicembre scorso. Il giovane era ricoverato presso il reparto grandi ustionati dell'ospedale Villa Scassi di Genova. Ne comunica il decesso la direzione sanitaria del nosocomio.
Rosario Rodinò 26 anni, Antonio Schiavone (36), Roberto Scola (23), Angelo Laurino (43), Bruno Santino (26) e Rocco Marzo (54): ecco l'elenco delle vittime dell'incendio. Rimane ricoverato un settimo operaio.
Dopo aver accertato le cause dell'incendio, la procura di Torino sta cercando di definirne le responsabilità. I magistrati contano di chiudere le indagini entro la fine di gennaio.fonte comunica web

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18.12.07

VIESTE INNEVATA


A presto dolce casa......

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ARRIVA TREDICESIMA, SU 2 STIPENDI RESTANO 385 EURO

ROMA - La sospirata tredicesima è appena arrivata nella maggior parte dei portafogli degli italiani, ma, a conti fatti, per una famiglia media che si basa su due stipendi di circa 2.500 euro complessivi, per i regali e il cenone di Natale rimane poco o niente: circa 385 euro. A fare i calcoli è stata l'Adusbef, prendendo come esempio le retribuzioni medie di un impiegato e di una commessa. Per lui l'associazione dei consumatori stima una tredicesima di 1.220 euro, per lei di 1.130 euro.

In tutto 2.350 euro che verranno spesi però soprattutto per pagare bolli, bollette, rate, Ici, canone Rai, polizze assicurative e debiti pregressi. In tempi di caro-prezzi, per i consumi natalizi rimane quindi quasi una "bazzecola", che sarà spesa quasi interamente per gli alimentari e per qualche regalo. A fine anno, oltre alla busta paga più pesante, "arrivano infatti anche le consuete scadenze fiscali, quali tasse, bolli, Ici, rate e canoni che durante il mese di dicembre i contribuenti sono chiamati a versare.

Con il risultato - sottolinea l'Adusbef - di ridurre dell'84% l'attesa tredicesima". A pesare di più sul bilancio familiare sono, secondo l'associazione, le rate dei mutui. Per chi ha la casa da pagare, la fetta più grossa della tredicesima viene proprio bruciata dal mutuo: circa 600 euro, pari al 25% delle due gratifiche natalizie. Ma per la casa se ne vanno anche altri 250 euro in media di Ici, pari al 10,6% delle tredicesime.

Pesante anche la cifra che va in fumo per pagare bollette, rate e prestiti contratti con banche o finanziarie: l'Adusbef calcola circa 500 euro, pari al 21% delle tredicesime a disposizione. Altri 400 euro servono invece per pagare la rata semestrale dell'assicurazione auto (il 17% delle gratifiche). La lista delle spese però è lunga. Per il canone Rai se ne vanno altri 105 euro, mentre per i bolli di auto e moto vanno in fumo altri 110 euro. A conti fatti, dunque, sui 2.350 euro in più arrivati a dicembre, 1.965 spariscono rapidamente per le spese necessarie. "Per scopi più piacevoli - sottolinea l'Adusbef - restano invece 385 euro, il 16,3% delle tredicesime, che potranno essere utilizzati per cenone, regali o qualche week-end: una miseria - rincara l'associazione - che non servirà a rilanciare i consumi né ad alleviare le preoccupazioni di famiglie sempre più impoverite da rincari selvaggi e da un futuro molto incerto".fonte ansa

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16.12.07

Milan campione del mondo!!!!

Battuto il Boca 4-2: Inzaghi 2, Nesta e Kakà. Per i rossoneri 4° titolo Mondiale

YOKOHAMA (Giappone), 16 dicembre 2007 - Tutti ai piedi del Milan. Per la quarta volta campione del mondo. E di Kakà, ancora una volta interprete di una gara sontuosa che amplifica la sua grandezza. L'impero colpisce ancora grazie alla classe e a un'esperienza contro la quale gli argentini non possono nulla. Un primo tempo spigoloso in cui a Inzaghi replica Palacio. Una ripresa spettacolare dove Pippo replica, Kakà illumina e Nesta si toglie una grande soddisfazione. E' la serata di Maldini. E' l'ennesimo trionfo di Pippo Inzaghi che si regala una doppietta e si conferma il più spietato attaccante vivente: mai nessuno prima di lui aveva segnato in ogni tipo di competizione. Il Milan con il trionfo di Yokohama conquista la sua diciottesima coppa e diventa la squadra più titolata al mondo.
TATTICA - Daniele Bonera e Paolo Maldini esterni in difesa; Filippo Inzaghi in attacco. Ecco le tre varianti rossonere anti-Boca, rispetto alla gara contro l'Urawa. Una sola quella del Boca rispetto alla semifinale con l'Etoile di Sahel: Gonzalez al posto di Vargas. Squadra tosta quella argentina: orgogliosa, che fa della disciplina tattica la sua arma migliore. Alla qualità e all'esperienza del Milan oppone il gruppo, la furbizia e la compattezza. I rossoneri partono con il piglio giusto: prendono le misure e si affidano alle cavalcate di Kakà. Il brasiliano in mezzo è una furia incontenibile. Peccato che non possa contare sui supporti di fascia. Bonera, che è stato messo per contenere, e Maldini non spingono e i rossoneri sono costretti a marciare centralmente, faticando più del dovuto per il pressing sull'uomo degli argentini.
PAZZESCO PIPPO - C'è subito Inzaghi. E lo dimostra al 5' con velenoso diagonale che sfiora il palo alla destra di Caranta. Ma il Boca non si fa spaventare. Scaltro e veloce sfrutta la superiorità numerica a centrocampo, dove Seedorf non supporta, mettendo in crisi gli interditori di reparto. Spinge il Boca e Dida fa venire i brividi all'11' con un'uscita a vuoto. Ma il Milan non si scompone; Ancelotti varia il modulo trasformandolo in un 4-3-1-2, con Kakà che va a spalleggiare Inzaghi e Seedorf dietro le punte. Al 23' arriva il gol. Dopo l'ennesima proiezione, Kakà va a sbattere su un difensore, sulla respinta tocca per Inzaghi che non sbaglia. Ma l'onda dell'entusiamo si trasforma in uno tsunami, perché il Milan ripropone immagini già viste. La difesa infatti si scioglie al 23' su un innocuo angolo corto e sul cross successivo in cui Palacio ha tutto il tempo di intervenire di testa, in mezzo a 6 rossoneri immobili, e battere Dida. Un atteggiamento sconcertante ribadito al 26' quando Gonzalez, indisturbato di testa sfiora il palo. Partita difficile. Il Milan paga la mancanza di gioco sulle fasce e allo stesso tempo concede troppo gioco al Boca sui corridoi esterni. Russo ha uomini buoni su cui contare. Organizzati in difesa, dove Paletta è un muro; rocciosi a centrocampo, dove brilla la stellina Banega, e ricchi di esperienza in attacco, dove Palermo e Palacio fanno sudare sette camicie alla difesa rossonera.
KAKA' MERAVIGLIAO - Ci vuol ben altro approccio per battere il Boca. Il Milan i mezzi li ha e il suo avvio nella ripresa promette scintille. Più veloce e ordinato, più coperto sulle fasce, con la spinta di un Seedorf più convincente e con le magie di Kakà. Il baricentro più avanzato funziona; mossa che impone agli argentini ad arretrare. Musica per i rossoneri che passano al 5'. L'occasione arriva su una punizione di Pirlo su cui Ambrosini manca la palla; errore in cui non incorre Nesta che con un bolide infila il 2-1. Ma non si arrende il Boca che colpisce il palo, davvero clamoroso e rumoroso, con Ibarra. Proiezioni che scoprono però gli argentini, trafitti puntualmente dalle imponenti ripartenze di Kakà. Come quella del 16' che porta al 3-1. Qualcosa di travolgente: il brasiliano scende potente e leggero sulla sinistra, penetra in area e da posizione angolata mette la sua firma sulla finale. Entra Emerson per Gattuso. Muscoli a centrocampo. In tempo per assistere all'ennesimo capolavoro di Kakà che dopo avere ubriacato il Boca mette in mezzo all'area per Inzaghi. Superpippo non si lascia scappare la grande occasione e con la sua doppietta fissa il 4-1.
SCHERMAGLIE FINALI - Infastidisce l'espulsione di Kaladze per un fallo al limite su Gracian, entrato al posto di Cardozo. Entrata dura, ma eccessivamente punita, come quella di Ledesma, inserito al posto di Gonzalez, per un fallo su Kakà. Poco dopo avere segnato il secondo gol del Boca, con la deviazione decisiva di Ambrosini. Il fischio finale arriva al 93': Paolo Maldini alza l'ennesima coppa. Questa è davvero leggenda.

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15.12.07

Grillo irrompe a Palazzo Madama

Annuncia un nuovo V-day, questa volta dell'informazione, replica a Napolitano, arringa i suoi «grillini». È un vero show quello del comico Beppe Grillo che ieri mattina, prima in risciò, poi per un tratto di strada a piedi, ha consegnato circa 400mila firme, raccolte in 18 scatoloni, per una proposta di legge di iniziativa popolare contro le candidature degli inquisiti.

È l'operazione «Parlamento pulito» («tutti questi funzionari-salma...») per la quale il simbolo dell'anti-politica entra nel «Palazzo».
Accompagnato da fan con striscioni venuti da tutta Italia e braccato dai cronisti, il comico genovese non si risparmia. Fa sapere che il 25 aprile, il giorno della Liberazione, darà vita a un nuovo «Vaffa-Day» sull'informazione perché «i giornali sono diventati uffici marketing dei partiti» e anche i Tg «ormai sono sfacciati». Dopo l'8 settembre, data dell'armistizio, il 25 aprile, festa della Liberazione: è la storia d'Italia riscritta secondo l'umore di Grillo.
Il comico ne ha per tutti, da Berlusconi a Prodi a Napolitano. «Ora lo psiconano ha scoperto la gente - attacca senza nominare Berlusconi - ha scoperto la gente, la democrazia dal basso». A Napolitano, che da New York aveva replicato alle critiche della stampa americana affermando che l'Italia non è solo il paese dei Grillo, il comico ha risposto con il consueto sarcasmo. «Meno male - ha chiosato - mi ha tolto un peso. Infatti, questo è il paese di Napolitano». E giù il repertorio tutto grillesco, fatto di invettive più o meno colorite, sulla classe politica e i suoi protagonisti.fonte il tempo

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naruto shippuuden 39 ita IL PONTE TRA CIELO E TERRA

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13.12.07

Elisa - Una poesia anche per te - Video e Testo

Forse non sai quel che darei
Perché tu sia felice
Piangi lacrime di aria
Lacrime invisibili
Che solamente gli angeli
san portar via

Ma cambierà stagione
ci saranno nuove rose

E ci sarà
dentro te e al di là
dell’orizzonte
una piccola
poesia

Ci sarà
forse esiste già al di là
dell’orizzonte
una poesia anche per te

Vorrei rinascere per te
e ricominciare insieme come se
non sentissi più dolore
ma tu hai tessuto sogni di cristallo troppo coraggiosi e
fragili
per morire adesso
solo per un rimpianto

Ci sarà
dentro e te e al di là
dell’orizzonte
una piccola poesia

Ci sarà
dentro e te e al di là
dell’orizzonte
una poesia anche per te

Perdona e dimenticherai
per quanto possa fare male in fondo sai
che sei ancora qui
e dare tutto e dare tanto quanto il tempo in cui il tuo segno rimarrà
questo nodo lo sciolga il sole come sa fare con la neve

Ci sarà
dentro e te e al di là
dell’orizzonte
una piccola poesia

Ci sarà
forse esiste già al di là
dell’orizzonte
una poesia anche per te
anche per te
per te (x3 volte)

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CI SIAMO QUASI


Vittoria meritata dei rossoneri contro i giapponesi dell'Urawa nella semifinale del Mondiale per club. A risolvere la partita ci pensa Seedorf al 68' dopo una magia del Pallone d'oro. Domenica alle 11.30 la grande sfida contro il Boca Juniors

Kakà l'assist, Seedorf il gol. Reuters
Kakà l'assist, Seedorf il gol. Reuters
YOKOHAMA (Giappone), 13 dicembre 2007 - Boca arriviamo! Kakà lancia la sfida agli "odiati"argentini confezionando la vittoria del Milan sugli irrudicibili diamanti rossi dell'Urawa, poco "Shaolin Soccer", molto catenacciari. Strepitosa l'esibizione del brasiliano che prende per mano i rossoneri e li trascina in finale. Impresa sudata, comunque, contro una squadra poco propensa al gioco. La soluzione a tutti i problemi la trova Kakà con una magia al 23' della ripresa dopo un dominio territoriale devastante; palla consegnata a Seedorf, con il brasiliano il migliore in campo, che di piatto non perdona.
C'E' KALADZE - Carlo Ancelotti ha fatto i suoi calcoli con scelte mirate. A Yokohama contro l'Urawa Red Diamonds il tecnico rossonero risparmia Paolo Maldini e Filippo Inzaghi. Ipotizzando la finale, li tiene al caldo per la sfida contro il Boca. E' il Milan più affidabile quello schierato all'International Stadium; per nove undicesimi identico alla formazione scesa in campo ad Atene nella finale di Champions League contro il Liverpool. Due le varianti: Kaladze al posto del capitano e Alberto Gilardino, unica punta davanti a Kakà e Seedorf. L'Urawa allenato da Holger Osieck, braccio destro di Franz Beckenbauer a Italia 90, propone un 3-4-1-2 e confida sui brasiliani Tulio, Nene e Washington, anche se deve fare a meno della stella Robson Ponte.
SENSO UNICO - Prevedibile l'atteggiamento dei giapponesi, votati a un catenaccio molto quadrato, il cui unico scopo è di non far giiocare il Milan. Evanescente sotto il profilo tecnico, la squadra di Osieck si affida a timide ripartenze molto accademiche che producono solo conclusioni velleitarie. I rossoneri dominano a tutto campo e alla reattività dei giapponesi, rispondono con scambi veloci e tecnica sopraffina. Il profeta è ovviamente Kakà che va in slalom come un discesista e illumina Yokohama. Numeri d'alta scuola, quelli del Pallone d'oro, che fanno venire i brividi ai molti tifosi di casa che tifano per i campioni d'Europa. Le occasioni non mancano. Ambrosini sfiora la traversa di testa, Jankulovski colpisce troppo debolmente di piatto dal limite graziando il portiere Tsuzuki. A limitare il suo apporto è Pirlo, a cui manca la giocata risolutrice; ancora di più Oddo che non sfrutta le ampie praterie sulla sua fascia. A mostrare limiti evidenti è invece l'arbitro uruguaiano Larrionda che non vede un clamoroso fallo di mano nell'area giapponese. Alla fine del pirmo tempo il dato del possesso palla la dice lunga: 62% di marca rossonera; quasi un monologo. Impossibile non vincere una partita così.
PREMIATA DITTA - Occorre però sottolineare che a mancare al Milan è il colpo vincente; soprattutto la capacità di trovare il varco giusto nell'affollata area dei Red Diamonds. Il secondo tempo è la fotocopia del primo. Devastante il divario tecnico. Perennemente nella trequarti dell'Urawa, i rossoneri sottolineano il gap quando accelerano, lasciandosi però soggiogare dalla feroce marcatura a uomo dei rivali. Clarence Seedorf ha due palle d'oro: la prima la scarica su Tsuzuki, la seconda, dopo un elegante stop di petto la spreca a lato in girata. Sembra non esserci una soluzione, il grimaldello in grado di scardinare la muraglia nipponica. Rabberciata, ma che sta su sorretta da chissà quale prodigio. Gilardino ci prova in scivolata, ma con un ginocchio: palla a lato. Serve il guizzo, l'impovvisazione, la spina nel fianco. Ancelotti gioca al 16' la carta Inzaghi che va a rilevare l'ex Parma. Ma c'è Kakà; ricordiamocelo. In due minuti il vero fenomeno del Milan regala scampoli mostruosi di calcio. E quello del 23' è da antologia: dribbling sul lato corto dell'area di Tsuzuki e palla dentro per Seedorf. L'olandese raccoglie di piatto sinistro e batte il portiere giapponese. In seguito, a parte un paio di goffi interventi di Dida e l'ingresso di Maldini per Jankulovski, a esaltarsi è ancora la geniale premiata ditta rossonera, ma questa volta il bolide dell'olandese si infrange sull'esterno della rete.

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12.12.07

Berlusconi indagato: corruzione. Lui: facevo solo la corte

«Io ho fatto solo la corte a dei senatori, in maniera solare e lineare». Si schernisce dietro un romantico corteggiamento Silvio Berlusconi dopo che la Procura di Napoli lo ha iscritto nel registro degli indagati per corruzione e per istigazione alla corruzione. E poi rispolvera i pezzi forti del suo repertorio: parla di «regime», dell’«armata rossa» che è la magistratura, del «Cile di Pinochet», e via dicendo. I magistrati, come è ovvio, la pensano diversamente. Pensano che Berlusconi abbia corrotto il presidente di RaiFiction Agostino Saccà, segnalandogli i nomi di quattro candidate attrici, e abbia poi istigato alla corruzione alcuni senatori, tra cui il parlamentare eletto nelle file dell’Ulivo delle circoscrizioni estere Nino Randazzo.

Randazzo conferma. Dice che «tutto quello che c'è scritto su Repubblica – il quotidiano che ha rivelato la notizia – e riguarda la mia persona, che preciso non è indagata, è vero». La Procura lo ha già ascoltato a metà novembre. E riguardo alle accuse a Berlusconi spiega: «Non lo so se ci sono le condizioni per parlare di corruzione. Quello che posso dire è che da parte di Berlusconi non c'è mai stata un'offerta di denaro nei miei confronti. Da parte di altri – aggiunge – invece ci furono delle offerte».

In effetti Berlusconi non trattò mai direttamente con Randazzo. C’era un intermediario. Si chiama Nick Scali: calabrese, settantaquattrenne, milionario. Un self made man, un piccolo Berlusconi d’Australia, dove ha costruito un impero importando mobili dall’Italia. Fu lui, come confermato da Randazzo, ad agganciare il senatore nel centro di Roma: «Voglio offrirti la possibilità – gli aveva detto – di diventare milionario. Ti darò un assegno in bianco che potrai riempire fino a due milioni di euro».

Il senatore Niccolò Ghedini, avvocato del Cavaliere, ha detto che la notizia dell'indagine «è destituita di ogni fondamento. Infatti al presidente Berlusconi nulla è stato notificato in tal senso». Ghedini ha poi sottolineato che in ogni caso le vicende raccontate nell'articolo «non hanno alcuna rilevanza penale», prefigurando semmai «il tentativo di intromettersi e pesantemente, e qui sì vi sono forti rilievi penalistici, nella libera esplicazione della sua attività politica».

La Procura di Napoli per ora non commenta, ma al di là del corso delle indagini, quella che ha già preso forma è la polemica politica. «Non ci pare che, almeno per il momento, ci siano gli estremi per un’azione penale nei confronti di Berlusconi – commenta il capogruppo dei deputati di Idv, Massimo Donadi – Questo, però, non significa che il modo di agire e di concepire la politica come un grande mercato calcistico non sia riprovevole sul piano etico e morale». «In aula avevo già fatto una denuncia politica – ricorda la capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro – Io sono abituata a fare denunce politiche e affrontare la politica con gli argomenti della politica, non con quelli delle aule giudiziarie». «Questa è la brutta politica – aggiunge il segretario del Pd Walter Veltroni – un esempio di quello che noi non vorremmo che fosse la politica».

Forza Italia, intanto, fa quadrato attorno a Berlusconi, mentre gli alleati tacciono in attesa di nuove informazioni. Solidarietà esterna al partito arriva solo da Carlo Giovanardi, l’Udc sempre più vicino a Berlusconi, e dal senatore Luigi Pallaro, eletto con l’Unione e anche lui oggetto dei corteggiamenti berlusconiani: «Nei miei confronti – dichiara – ha sempre avuto un'estrema correttezza».Fonte L'Unita'

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Ronaldo si arrende, Niente Mondiale per club

Il brasiliano non si sente completamente recuperato dall'infortunio ed è stato escluso dalla lista dei convocati per le partite di Yokohama. Al suo posto Favalli. Intanto Ancelotti pensa alla semifinale di domani e si concede una battuta su Mourinho: "Non l'ha cercato il Milan, è lui che si è offerto"











Ronaldo e il connazionale Emerson in allenamento. Afp

YOKOHAMA (Giap), 12 dicembre 2007 - Ronaldo non ce la fa. Nonostante l'ottimismo di ieri, il brasiliano ha ammesso di non sentirsi del tutto recuperato e, di conseguenza, pronto per scendere in campo nemmeno domenica. Il Milan, dopo un consulto con il giocatore, ha quindi deciso di escluderlo dalla lista dei rossoneri che parteciperanno al Mondiale per club e di inserire al suo posto Giuseppe Favalli.

BANDIERA BIANCA - La notizia è stata comunicata direttamente da Adriano Galliani attraverso un'intervista a Milan Channel. "Ronaldo - ha spiegato l'a.d. rossonero - sente di non riuscire ad essere pronto per domenica. Ancelotti ed io siamo saliti in camera sua e abbiamo deciso, di comune accordo con Ronie, di aggiornare la lista dei 23 giocatori utilizzabili per il Mondiale per club inserendo Favalli al suo posto".

TUTTI DISPONIBILI - In compenso, e questa è la sola buona notizia, Galliani ha comunicato che "tutti i non titolari andranno in panchina, per cui Ancelotti potrà scegliere fra altri 12 giocatori, oltre agli 11 che partiranno dall'inizio".

SOTTO CON L'URAWA - Chiuso il "caso-Ronaldo", non rimane dunque che preparare al meglio la semifinale di domani contro l'Urawa Reds. Senza sentirsi già in finale perché, spiega Ancelotti, l'undici giapponese è composto da "giocatori di qualità. Cercherà di difendersi e poi di sfruttare il contropiede poiché ha giocatori dinamici in grado ribaltare il gioco". Secondo il tecnico rossoneri, i giapponesi avranno certamente "il pubblico dalla loro parte e questo può dar loro una grande spinta". Fatto il punto sull'avversario, con tanto di elogio delle capacità tecniche di giocatori come il brasiliano Washington, e i nipponici Abe, Hasebe e Suzuki, Ancelotti ha sorvolato sulla possibile formazione rossonera: "Non ho ancora deciso chi giocherà davanti - ha replicato a chi gli chiedeva se domani schiererà in attacco Inzaghi o Gilardino - né, tanto meno, se Maldini giocherà dell'inizio". Sempre in materia di formazione, Ancelotti ha concluso che "non abbiamo problemi. Jankulovski ha recuperato e così Dida. Tutti e 23 sono a disposizione".

INTOCCABILE - Infine un piccolo siparietto-mercato con tanto di dedica a Mourinho: "Da quello che mi risulta, non è il Milan che l'ha cercato, ma è lui che si è offerto. Io - ha osservato - ho un contratto con il Milan fino al 2010. La notizia è uscita su alcuni giornali ma penso che più che la volontà del Milan di prendere Mouhrinho c'è la volontà di Mouhrinho di allenare il Milan. Direi - ha proseguito - che più che una richiesta del Milan è una richiesta dell'allenatore".

"CI SIAMO" - Intanto i giapponesi dell'Urawa lanciano la sfida alla formazione di Ancelotti: "Il nostro obiettivo in questo Mondiale era arrivare ad affrontare il Milan, una delle migliori squadre del mondo - ha detto il tecnico Helger Osieck -. Sarà durissima, ma siamo orgogliosi di rappresentare il calcio giapponese e i nostri colori".


Tratto da http://www.gazzetta.it/


Alessandro Franchetti

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11.12.07

"Inter, offende i musulmani

Un avvocato turco tifoso del Fenerbahçe ha chiesto all'Uefa (che sapeva tutto) di cancellare la vittoria dei nerazzurri in Champions. Il motivo? La croce rossa sul petto ricorda quella dei cavalieri Templari. Ma l'Inter aveva dimostrato grande sensibilità decidendo di giocare a Istanbul con la prima maglia e non con quella da trasferta

Ibrahimovic con la maglia "incriminata". Ansa
Ibrahimovic con la maglia "incriminata". Ansa
MILANO, 10 dicembre 2007 - "L’Uefa deve cancellare la vittoria dell’Inter sul Fenerbahçe in Champions League". I tifosi nerazzurri stiano tranquilli: non c’è alcun processo per illecito sportivo in ballo. Si tratta più semplicemente della richiesta presentata da Baris Kaska, un avvocato turco esperto di diritto europeo e grande tifoso della squadra di Istanbul.

MAGLIA SOTTO ACCUSA - "Vedendo la partita di San Siro ho provato grande turbamento e un terribile dolore nell’anima", ha dichiarato con grande enfasi in un’intervista al quotidiano catalano La Vanguardia. Certo assistere allo show di Ibrahimovic, Cruz e Jimenez che lo scorso 27 novembre impallinarono a suon di gol i Sarı Kanaryalar ("Canarini gialli") non deve essere stato esaltante, ma il dramma del giurista tifoso nulla ha a che fare con il calcio giocato. Il problema è la maglia indossata dall’Inter, quella del centenario con la grande croce rossa in campo bianco: ricorda infatti la divisa dei cavalieri Templari, i leggendari monaci-soldati, il cui ordine venne fondato dopo la conquista di Gerusalemme al termine della prima crociata e che a lungo combatterono contro i musulmani. "Quella croce mi ha ricordato i giorni sanguinosi del passato", ha sottolineato addolorato Kaska. L’avvocato, che lavora a Smirne, non ha perso tempo e si è rivolto a un giudice locale chiedendo l’annullamento dei tre punti ottenuti dall’Inter per aver "manifestato in forma esplicita la superiorità razzista di una religione". Secondo La Vanguardia la magistratura dal canto suo avrebbe inviato l’esposto alle commissioni disciplinari di Uefa e Fifa in Svizzera.
SENSIBILITA' INTER - Ma la Uefa, che a inizio stagione approva le maglie e le abbina a ogni singola partita dei gironi di Champions, era al corrente di tutta la situazione. E infatti nella gara di andata di Istanbul sapeva dei "problemi" che la maglia da trasferta dell'Inter avrebbe potuto creare: per questo motivo aveva accolto la richiesta della società nerazzurra di giocare sul campo del Fenerbahce con la prima maglia, ossia quella nerazzurra. Prima della gara di ritorno a San Siro, invece, l'Inter, dimostrando grande sensibilità, aveva chiesto alla Uefa e al club turco di poter giocare con la maglia con la croce rossa che aveva deciso di non utilizzare in trasferta: nessun problema da parte di Uefa e Fenerbahce. Il caso dunque non esiste.
UEFA TROPPO PERMISSIVA - A sollevare il problema per la verità non è stato solo Baris Kaska. "Come l’Uefa ha potuto permetterlo? I tre gol di quest’Inter crociata devono essere cancellati", ha scritto il giornalista Mehmet Y. Yilmaz il giorno dopo la partita su Radikal. Alla maggior parte dei tifosi del Fenerbahçe, c’è da starne certi, avrà fatto più dispiacere perdere così pesantemente una partita nella quale per la verità la squadra turca non aveva affatto giocato male. I nerazzurri di questi tempi non sono più quelli che a settembre si arresero a Istanbul (1-0) senza combattere...
NATA MALE - Non è la prima volta che la maglia celebrativa dell’Inter crea qualche problema. Dopo la presentazione al pubblico, avvenuta durante la festa scudetto a maggio, ci si rese conto che l’etichetta posta sul fianco conteneva due errori da matita rossa: data di nascita della società sbagliata (8 maggio anzichè 9) e una "r" di meno (100 anni nerazzuro). Gli esemplari già prodotti furono ritirati dal mercato: quelli già venduti invece diventeranno tra qualche anno oggetti da collezione. fonte la gazzetta dello sport

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10.12.07

«Io ho gettato in mare il cadavere di Denise»

La piccola Pipitone il 1° settembre 2004, a soli 4 anni, scomparve da Mazara del Vallo. L'ex marito della sorella del padre naturale della bambina – pregiudicato ed in carcere per l'omicidio di una ragazza italo-belga – si è autoaccusato della sparizione dei resti della piccola, che sarebbe morta per una dose di calmanti
la mamma di Denise Pipitone PALERMO - Probabile svolta nel giallo di Denise Pipitone, la bambina scomparsa da Mazara del Vallo il 1° settembre 2004. La Procura di Marsala (Trapani) che indaga sulla scomparsa della piccola avrebbe iscritto nel registro degli indagati Rosalba Pulizzi, sorella del padre naturale della piccola, per concorso in omicidio e sequestro di persona. La donna viene accusata dall’ex marito, Giuseppe D'Assaro, l’assassino di Sabine Maccarrone, l’italo-belga uccisa nell’aprile scorso a Mazara.
D'Assaro, dopo l’arresto, disse di avere alcune informazioni sulla sparizione. In particolare, l’uomo avrebbe raccontato agli investigatori che la bimba quel giorno sarebbe stata portata a casa della cognata. Qui avrebbe avuto un malore e le sarebbero stati somministrati dei tranquillanti che ne avrebbero provocato la morte. A questo punto il corpicino di Denise sarebbe stato trasportato fino a Palermo dentro un borsone e poi gettato in mare al largo. E oggi, mentre Rosalba Pulizzi viene ascolta dai Pm di Marsala, perquisizioni sono in corso tra Palermo e Trapani.

È un mercoledì, quando a Mazara del Vallo (Trapani) sparisce nel nulla, mentre gioca davanti casa, in via Domenico La Bruna, Denise Pipitone, 4 anni. È quasi mezzogiorno e in città c'è il mercato rionale. La piccola è affidata alla nonna materna, ma bastano pochi minuti di distrazione perché il dramma si consumi: la signora entra in casa e quando esce di Denise non c'è traccia. Immediata la denuncia ai Carabinieri e le ricerche.

La pista privilegiata è quella di una vendetta privata, maturata nell’ambito familiare, fatto di contrasti e gelosie tra la nuova e la vecchia famiglia del padre di Denise.
Per tutto il mese Mazara del Vallo è passata al setaccio. Polizia, Carabinieri, reparti speciali e unità cinofile, percorrono strade, fiumi, grotte, pozzi, anfratti. Di Denise , però, non c'è traccia. Alla pista privata se ne affiancano altre, come l’ipotesi legata a riti occulti o traffici di organi. Tutta l’Italia si mobilita per il piccolo angelo di 4 anni: le segnalazioni si moltiplicano.
Ognuna viene vagliata, analizzata, studiata. perché anche il più piccolo particolare può rivelarsi utile, fondamentale. Piera Maggio, intanto, la mamma di Denise non si arrende. L’importante è fare rumore. E così ad uno ad uno i giornali, le emittenti tv, i convegni e le piazze parlano di lei: della bimba castana dai grandi occhi scuri con una cicatrice appena sotto l’occhio.
Nell’ottobre del 2005 le indagini sembrano imboccare la pista giusta. Una speranza arriva da un filmino girato con un videotelefono da una guardia giurata davanti una banca di Milano. Nei pochi fotogrammi una bambina, Danas, in compagnia di una donna rom. Quelle immagini fanno il giro dell’Italia, rimbalzano da una tv all’altra.
Mamma Piera giura: «È lei Denise». Gli investigatori, però, sono cauti. Le segnalazioni si susseguono: la bimba è vista a Cremona, a Verona, a Bologna. Ma gli accertamenti danno ogni volta esito negativo: quelle bambine non sono Denise Pipitone.

È il maggio del 2005 quando la pista della vendetta familiare trova nuova impulso. Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise, all’epoca dei fatti 17enne, viene iscritta nel registro degli indagati. Per gli investigatori avrebbe un ruolo nel sequestro della bambina. A tradirla sarebbe stata una frase, pronunciata in dialetto, mentre aspettava di essere sentita in Questura pochi giorni dopo la scomparsa di Denise e registrata da alcune cimici. «Io a casa ci 'a purtai», dice Jessica alla madre che la interroga su dove fosse stata quel maledetto 1° settembre.
Il racconto di Jessica non convince gli investigatori, soprattutto perché il tabulato telefonico smentisce le dichiarazioni di Jessica. L’allora 17enne nelle ore in cui Denise spariva nel nulla si trovava proprio nella stessa zona del sequestro. A confermarlo ci sarebbero i segnali lasciati dal suo cellulare. Per gli investigatori nella vicenda della scomparsa di Denise si possono individuare due fasi: una prima che ha visto un coinvolgimento di Jessica Pulizzi e una seconda in cui la piccola potrebbe essere stata affidata a dei nomadi, che magari la sorellastra di Denise conosceva.
Tra le ultime segnalazioni, che alimentano la speranza di mamma Piera, quella secondo la quale la piccola Denise sarebbe stata vista in un’auto a Latina durante un giorno di mercato in compagnia di tre persone, probabilmente rom. Ma si tratta ancora una volta di ipotesi.
Lo scorso 1° settembre nell’anniversario della scomparsa il procuratore Sciuto dice: «Adesso conosciamo i complici». Una speranza che nel giorno del settimo compleanno di Denise l’avvocato di Piera Maggio, Giacomo Frazzitta, conferma: «Le indagini sono ad una svolta,
tra qualche settimana conosceremo finalmente la verità su questa
storia».fonte la gazzetta del mezzogiorno

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BUON COMPLEANNO NINO,PUTTANIERE DALLO SGUARDO MANIACALE

Passera' anche questa....per le feste vedrai che ci divertiremo anche con chi non si fa sentire per mesi.Son fatti cosi!!!!!Son dei ragazziiiii!!!!!!!

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9.12.07

La7, bufera su Luttazzi per una battuta su Giuliano Ferrara

ROMA (9 dicembre 2007) - E' finita in burrasca l'esperienza di Daniele Luttazzi su La7: il suo Decameron è stato chiuso alla quarta puntata, in una concitata notte che il comico ha descritto sul suo blog. "Stasera è successo un fatto gravissimo: per motivi legali io e Franza Di Rosa - scrive Luttazzi - abbiamo completato al montaggio la puntata n.6 che doveva andare in onda. Verso le 20, dei funzionari di La7 sono entrati in sala montaggio per impedire fisicamente che proseguissimo. Hanno occupato la stanza, hanno intimato al tecnico di sospendere (senza averne titolo), uno di loro si è seduto al mio posto alla consolle e non se ne andava, sfidandoci. Ho telefonato all'avvocato: stavano commettendo un reato (violenza privata) e potevo chiamare la polizia. A quel punto sono usciti. Poi, quando ho finito e me ne sono andato, uno di loro è entrato per cancellare tutto il girato di Decameron, passato e futuro".

Ciò che ha scatenato la rabbia della dirigenza di La7 è stata una battuta su Giuliano Ferrara: "Come si fa a sopportare il fatto che anche Berlusconi dica che era contrario alla guerra in Iraq? Basta pensare a Ferrara usato come latrina (i termini della battuta sono più coloriti) da Berlusconi, Dell'Utri e Previti". "A Luttazzi abbiamo dato la totale libertà di espressione, ma chi ha una libertà così grande deve avere anche senso di responsabilità - ha detto Campo Dell'Orto, direttore La7 - È la filosofia della rete. Ciò che è accaduto riguarda l'uso inappropriato del mezzo televisivo, non la libertà di satira. In quell'intervento ho visto solo insulti personali".

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Crisi dei mutui, nuovo record di pignoramenti


Sembrano sempre più costruite sulla sabbia, le case degli americani, travolte da una crisi dei mutui che non accenna a placarsi e che porta alle stelle il numero di pignoramenti.

La Mortgage Bankers Association, l’associazione che riunisce gli operatori americani che erogano prestiti ipotecari, ha annunciato ieri che i casi di pignoramento registrati nel trimestre luglio-settembre sono aumentati dello 0,78%, il tasso di crescita più alto mai raggiunto dal 1972, anno in cui la Mba ha iniziato a stilare i propri rapporti. In più, i proprietari in ritardo con il pagamento delle rate del mutuo non sono mai stati così numerosi da 21 anni a questa parte 21 anni a questa parte.

Sono soprattutto le famiglie che hanno acceso un mutuo a tasso variabile ad accusare il colpo: il 4,72% si è dovuto rassegnare al pignoramento, mentre quasi il 19% fatica a pagare le rate nei tempi stabiliti. Nel trimestre precedente, si raggiungevano percentuali rispettivamente del 3,8% e del 17%.
Ma le statistiche mettono in luce difficoltà gravi a livello generale: sono insolventi il 5,59% dei proprietari che hanno un mutuo. Secondo la legge, l’insolvenza scatta quando il ritardo nei pagamenti ammonta a 30 o più giorni. California e Florida sono gli stati più colpiti: qui si concentra il 34% dei mutui “subprime” a tasso variabile, i più a rischio di concludersi con un sequestro dell’immobile.

In totale, sono 994mila le case in via di pignoramento: non è detto che tutti i proprietari debbano perdere la propria abitazione, ha sottolineato Doug Duncan, direttore dell’Mba, ma grave che un numero così alto di abitazioni sia anche solo a rischio. All’origine della drammatica situazione ci sono le politiche monetarie semplicistiche, la mancanza di regole chiare e di chi le faccia rispettare, le speculazioni immobiliari, ma soprattutto l’abbandono di qualsiasi principio elementare di prudenza da parte di chi concede i prestiti ipotecari.

Il presidente Bush ha presentato ieri un piano che cercherà di mettere un freno al boom dei pignoramenti, congelando per cinque anni il tasso dei mutui più a rischio: un ottimo inizio, commentano gli analisti, ma la strada verso la guarigione di un mercato agonizzante richiederà interventi più consistenti. fonte la stampa

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8.12.07

MILAN IN GIAPPONE, Tutti pazzi per il grande Kakà

Grande accoglienza per il Milan, e in particolare per Kakà, da parte dei tifosi giapponesi all’arrivo della squadra rossonera a Tokio, dove sarà impegnato nel mondiale per club. Applauditissimo il neo Pallone d’oro, che più di tutti i suoi compagni è stato attorniato dai giornalisti e dagli operatori televisivi, e quindi festeggiato dai tifosi. La comitiva rossonera si è poi diretta in pullman a Yokohama, dove i rossoneri hanno messo il loro quartier generale. Ora il Milan ha a disposizione una settimana per la preparazione e soprattutto per l’adattamento al fuso orario, prima di entrare nella competizione.
Dopo lo sbarco in aeroporto, dove è stato quasi travolto dall’entusiasmo di trecento tifose giapponesi letteralmente impazzite alla vista di Kakà (molte delle quali adorano la squadra rossonera dai tempi di ‘Gullit-Fritto’), il Milan ha sostenuto il suo primo allenamento giapponese. La seduta si è svolta su uno dei quattro campi del centro sportivo degli Yokohama Marinos, ed è cominciata alle 20.30 locali (12.30 italiane) terminando dopo un’ora e un quarto. Ad assistere all’allenamento di Maldini e compagni sulle tribunette c’erano circa trecento supporter nipponici (molte le donne), che hanno accolto il Milan con striscioni rossoneri con le scritte in italiano «Insieme» e «A.C. Milan vincerà il campionato».
Capitolo infortunati. Emerson e Jankulovski hanno svolto l’intera seduta con la squadra, mentre Ronaldo e rimasto a riposo. Anche Seedorf e Serginho non hanno svolto allenamento. Il mondiale per club Fifa comincerà oggi (ore 11,45 italiane) con il preliminare fra i neozelandesi del Waitakere United, campioni d’Oceania, e gli iraniani del Sepahan, vice-campione d’Asia. Già da questo match, e poi per tutto il torneo, verrà utilizzato il pallone con microchip che serve a stabilire se la sfera abbia superato la linea di porta in occasione di ‘gol-fantasma’.
Dall’altra parte del tabellone si comincia a giocare domenica, con la partita fra i tunisini dell’Etoile Sahel ed i messicani del Pachuca.

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Zebrahead - Rescue Me



Rescue me Take this hand, by myself, alone I stand Rescue me From this world, from myself, before I grow old

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NARUTO SHIPPUUDEN 38 ita "SIMULAZIONE"

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7.12.07

In fuga i piccoli attori del film simbolo della tragedia afghana


Un film, tratto dal romanzo di successo «Il cacciatore di aquiloni», sta mettendo in pericolo i piccoli attori afghani che lo hanno interpretato con passione. A causa della scena di uno stupro etnico, i ragazzini sono stati portati segretamente fuori dall’Afghanistan per timore di ritorsioni, prima che la pellicola arrivi in tutte le sale del mondo. Le delicate sequenze potrebbero aizzare mai sopiti rancori tribali. I produttori del «Cacciatore di aquiloni» hanno addirittura rimandato l’uscita del film di tre settimane per mettere in salvo quattro attori bambini, compresi i due piccoli protagonisti Amir e Hassan, che ora si trovano al sicuro negli Emirati Arabi.

Nel 2003, Khaled Hosseini, scrittore afghano che vive negli Stati Uniti, pubblica «Il cacciatore di aquiloni», che diventa subito un bestseller. Il romanzo racconta la disgraziata storia dell’Afghanistan attraverso l’amicizia di due bambini. Amir è il rampollo di una ricca famiglia pasthun, l’etnia sunnita maggioritaria in Afghanistan. Hassan è il figlio del servo, della minoranza sciita hazara. I due ragazzini sono molto legati e imbattibili nei tornei di volo degli aquiloni. La storia della loro amicizia felice ha un solo, terribile buco nero. Hassan, il figlio del servo, viene violentato da una banda di teppisti, e Amir resta a guardare, incapace di intervenire in difesa dell’amico. Poi la situazione precipita con l’invasione sovietica degli anni Ottanta, la guerra civile e l’avvento dei talebani.

Amir scappa con la famiglia negli Stati Uniti, e Hassan muore in guerra, ma una telefonata dall’Afghanistan riapre le porte del passato. Amir torna nel suo Paese a salvare Sohrab, il figlio orfano del suo vecchio amico Hassan. Il film è stato girato in una regione remota dell’Afghanistan. Il padre di uno dei piccoli attori ha sostenuto che gli era «stato promesso che la scena dello stupro» sarebbe stata tagliata. Invece i produttori della Paramount Vantage, che puntano all’Oscar, l’hanno mantenuta, e hanno proiettato il film in anteprima, due sere fa, a Los Angeles. L’odio fra le etnie pasthun e hazara è esploso durante la guerra civile degli anni Ottanta, quando i primi massacrarono i secondi nella battaglia per il controllo di Kabul. In seguito i talebani, puristi sunniti, fecero anche di peggio contro la minoranza sciita.

In Afghanistan il film non arriverà mai nelle sale, ma si teme che dei dvd pirati possano circolare a Kabul e aizzare l’odio etnico. Il lancio del film è stato rimandato per portare fuori dal Paese otto persone. I due piccoli attori sono Ahmad Khan Mahmidzada, di 13 anni, che ha interpretato Hassan, e il suo amico Amir, che si chiama Zekeria Ebrahimi e ha 11 anni. Altri due attori bambini hanno lasciato il Paese assieme a quattro accompagnatori. I bambini resteranno negli Emirati Arabi, a spese della produzione, dove proseguiranno gli studi. Il film è atteso nelle sale americane il 14 dicembre, con un lancio già garantito dalla fuga dei piccoli attori dall’Afghanistan.fonte il giornale
www.faustobiloslavo.com

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MILANO: ONORE AI 100 ANNI DELL'INTER

MILANO - Questa mattina, presso il teatro "Dal Verme" di Milano, il Sindaco Letizia Moratti ha consegnato le Benemerenze Civiche. F.C. Internazionale Milano, nell'anno del suo centenario di fondazione, è stata all'Ambrogino d'Oro 2007 con la Grande Medaglia d'Oro.
Ha ritirato il prestigioso riconoscimento Massimo Moratti, accompagnato all'evento dalla moglie Milly e dal figlio Gigio. Sul palco, in rappresentanza della storia nerazzurra Osvaldo Fattori, Mario Corso e Giuseppe Bergomi, Javier Zanetti e Luis Figo.
In rappresentanza della società erano presenti l'amministratore delegato e direttore generale Ernesto Paolillo e il vice-direttore generale Stefano Filucchi.
Questa la motivazione per la Grande Medaglia d'Oro consegnata all'Inter
:



"ANCORA UNA VOLTA CELEBRATA DA MILANO E NEL MONDO PER LA SUA GLORIOSA STORIA E I SUOI STRAORDINARI SUCCESSI. SOLIDAMENTE LEGATA ALLA CITTÀ, MA INTERNAZIONALE NEL MODO DI VIVERE IL CALCIO, HA PORTATO ONORE E FAMA ALLA COMUNITÀ AMBROSIANA, ATTRAVERSO I PRESTIGIOSI RISULTATI AGONISTICI E LA COSTANTE TRASMISSIONE DEI PRINCIPI ETICI DI LEALTÀ, CORRETTEZZA, TRASPARENZA, SPORTIVITÀ, IN PARTICOLARE ALLE NUOVE GENERAZIONI. HA PORTATO L'IMMAGINE E L'ANIMA DI MILANO NEL MONDO: PRIMA SQUADRA AD APRIRSI A CULTURE E PROFESSIONALITÀ ALL'ESTERO, HA AVUTO LA CAPACITÀ DI METTERSI AL SERVIZIO DI SOCIETÀ POVERE IN MOLTI PAESI DEL PIANETA CON LA COSTRUZIONE DEGLI INTER CAMPUS. UNICA SQUADRA ITALIANA AD AVER SEMPRE MILITATO NELLA MASSIMA CATEGORIA, È STATA LA PRIMA A VINCERE IL CAMPIONATO A GIRONE UNICO (1909-1910), IL CAMPIONATO DI SERIE A (1929-1930) E LA COPPA INTERCONTINENTALE (1964). NEL 1988-1989 E NEL 2006-2007 HA STABILITO QUASI TUTTI I RECORD ASSOLUTI PER I CAMPIONATI A 18 E A 20 SQUADRE".

http://www.inter.it/

6.12.07

Il Chelsea perde Drogba e stringe per Ronaldinho

L'ivoriano, infortunatosi al ginocchio sinistro sarà probabilmente costretto presto a finire sotto i ferri. Per lui si ipotizza un lungo stop. I londinesi accelerano perciò i tempi per il brasiliano del Barcellona


LONDRA (Inghilterra), 6 dicembre 2007 - Pessime notizie in casa Chelsea. Didier Drogba dovrà, infatti, farsi operare al ginocchio e rischia un lungo stop. Si parla di mesi. Lo rivela il Times, spiegando che l’esame ecografico a cui si è sottoposto ieri l’ivoriano ha rivelato una degenerazione del menisco del ginocchio sinistro (infortunatosi il mese scorso durante una partita con la sua Nazionale) che necessita di un intervento. Resta solo da stabilire quando l’attaccante finirà sotto i ferri. Due le possibilità al riguardo: operare subito o tirare fino a gennaio, magari ricorrendo alle infiltrazioni per tenere a bada il dolore, così da avere Drogba disponibile per le prossime sfide da qui a Natale. INTERVENTO A GENNAIO - Lo staff medico dei Blues vuole valutare la situazione insieme al giocatore e al tecnico Avram Grant prima di decidere in un senso o nell’altro, anche se serpeggia nel club la tentazione di aspettare fino al nuovo anno, quando Drogba sarebbe stato comunque assente a causa dell’impegno con la sua nazionale in coppa d’Africa. Ma il 29enne attaccante non sembra avere alcuna intenzione di sacrificare la sua carriera internazionale e gli stessi medici non paiono entusiasti all’idea di rischiare l’integrità del giocatore per qualche apparizione in Premier League, anche se per la verità le gare che attendono il Chelsea non sono proprio delle passeggiate, a cominciare dal big-match contro l’Arsenal del 16 dicembre. Molto comunque dipenderà dai prossimi due giorni: nel caso in cui Drogba non dovesse farcela per la sfida con il Sunderland di sabato, è probabile che si decida per l’intervento immediato. Per un’operazione di questo tipo, il recupero varia da un minimo di 3 a un massimo di 5 settimane, senza contare il tempo necessario per ritrovare il ritmo partita: ciò significherebbe avere il giocatore fuori uso fino all’inizio della coppa d’Africa e, di conseguenza, rivederlo con la maglia dei Blues non prima della metà di febbraio. COPPA D'AFRICA - Ovviamente, c’è anche il rischio che l’intervento abbia ripercussioni sulla stessa partecipazione di Drogba alla doppa d’Africa e in questo caso, sottolinea il giornale, sarà il Chelsea a non concedere all’attaccante il benestare per riunirsi con la sua Nazionale. Almeno, non prima che abbia recuperato la completa forma e sia in grado di giocare anche per il proprio club. OBIETTIVO RONALDINHO - L’imprevisto stop di Drogba disegna, però, nuovi scenari nella vicenda Ronaldinho: il ventilato passaggio del brasiliano, naturalizzato spagnolo, dal Barcellona al Chelsea potrebbe davvero subire un’accelerazione e concretizzarsi già a gennaio, forte della richiesta di Grant di aumentare il parco-attaccanti, stante l’indisponibilità dell’ivoriano e la scarsa considerazione del tecnico per Shevchenko. Che Ronaldinho sia ormai ai ferri corti con il club spagnolo è cosa certa, come pure la folle offerta fattagli da Roman Abramovich per convincerlo a trasferirsi a Londra (10 milioni di euro l’anno). Sempre ieri il procuratore nonché fratello del giocatore, Roberto Assiss, si era lasciato scappare una dichiarazione sibillina (“Ronaldihno è felice, ma le cose cambiano rapidamente”), subito seguita dallo scarico di responsabilità su Laporta (“Io non posso ricevere offerte. E’ il Barcellona che lo deve fare”). E anche se secondo Felipe Scolari, Ronaldinho ha già dato tutto quello che poteva dare, come si legge sul Sun, da queste parti sono tutti pronti a scommettere che il campione brasiliano sarà il capriccio del nuovo anno di Paperone Abramovich.
Simona Marchetti

www.gazzetta.it

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MUSE - STOCKHOLME SYNDROME



Mitici...cosa dire di più...che spacca....perfetta per questo periodo...

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3.12.07

I TOKIO HOTEL A MILANO!!!

La band tedesca si esibirà ai Kids Choice Awards

Incredibile notizia per i numerosissimi fan dei Tokio Hotel sparsi per tutta Italia: la band tedesca salirà sul palco dei NICKELODEON KIDS CHOICE AWARDS il 1° dicembre a Milano. Il gruppo riceverà il premio speciale come "Miglior band dell'anno" e si esibirà per il pubblico dell'evento con due grandi successi, tratti dall'ultimo album, "Scream".

La notizia della partecipazione dei Tokio Hotel all'evento è trapelata venerdì sul sito della band www.tokiohotel.it. Il centralino e le mail della redazione di Nickelodeon (canale 604 di Sky) sono stati letteralmente presi d'assalto da migliaia di messaggi da parte dei fan dei Tokio Hotel che non vogliono perdersi la performance del gruppo ai NICKELODEON KIDS' CHOICE AWARDS.

I Tokio Hotel sono indiscutibilemente il gruppo del momento: il loro primo concerto in Italia, tenutosi a Milano lo scorso 30 ottobre, ha registrato il tutto esaurito, inoltre la band tedesca è stata protagonista dell'edizione 2007 degli MTV Europe Music Awards tenutisi a Monaco lo scorso novembre, dove ha vinto il premio come "Best Inter Act". Il loro album "Scream" in Italia è già disco d'oro. fonte mtv

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Canoista creduto morto riappare dopo 5 anni:scomparsi,

LONDRA (3 dicembre) - Era scomparso in mare nel 2002 e il ritrovamenrto dei resti della sua canoa in una spiaggia a Seaton Carew, vicino Hartlepool, non avevano lasciato molte speranze di ritrovarlo in vita. Poi sabato scorso John Darwin, 57 anni si è presentato vivo e vegeto a una stazione della polizia a Londra. Nessuno, finora, è riuscito a capire che cosa abbia fatto il canoista in questi lunghi anni.
L'uomo, un agente carcerario, si era trasferito con la moglie e i due figli adolescenti nella cittadina sul mare, e prima di scomparire aveva detto di voler vivere lì nei suoi anni della pensione. All'epoca della scomparsa, una vasta operazione di salvataggio fu lanciata per trovare John, con ricerche che si svolsero lungo decine di chilometri di costa. Ma dell'uomo non c'era più traccia, a parte il relitto della canoa su cui era andato a fare un giro. Per oltre cinque anni, dunque, la famiglia ha pianto la sua scomparsa, senza neanche la possibilità di fare un funerale. Fino a sabato sera, quando Darwin si è presentato alla stazione di polizia West End Central di Londra.

Ha già riabbracciato i figli Mark e Anthony, che oggi hanno più di vent'anni. La moglie Anne, nel frattempo invece, ha venduto la casa di Seaton Carew e si è trasferita nei Caraibi, in America centrale. Suo fratello David ha detto al Daily Mail: «Tutta la famiglia è felice che John sia vivo. È il miglior regalo di Natale che una famiglia possa desiderare». John è ora con i suoi parenti, che vivono nel sudest dell'Inghilterra, e lì andranno ad interrogarlo gli agenti della polizia del Cleveland, che coordinò all'epoca le ricerche dello scomparso.Fonte Messaggero

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2.12.07

Il pallone d'oro a Kakà

grande ricky!!!dedicato ai miei amici interisti!!!!lol!!!

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ITALIAN WARS-LA POLITICA ITALIANA OGGI


LA POLITICA SUBISCE CAMBIAMENTI FREQUENTI IN QUESTO PERIODO:PD,PDP,MA IL SUCCO E QUELLO CHE NON CAMBIERA' MAI è CHE C'è LA PRENDIAMO SEMPRE IN QUEL POSTO!!!

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