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2.11.08

Ronaldinho stende il Napoli Ora il Milan è davanti a tutti

I rossoneri superano 1-0 la squadra di Reja grazie a una punizione del brasiliano deviata da Denis. A 5' dalla fine Kakà fallisce un penalty. Maggio espulso sul finire di primo tempo per doppia ammonizione. Milan primo con 22 punti

Ronaledinho esulta dopo il gol
Ronaledinho esulta dopo il gol
MILANO, 2 novembre 2008 - L'ha accarezzato fino all'86'. Un punto d'oro, dopo un calvario: l'espulsione di Maggio al 44' del primo tempo, dopo il rigore di Kakà parato da Iezzo. Dopo una partita di grande intensità. Invece al 41' della ripresa Ronaldinho su punizione scarica una saetta maligna che Denis devia e consegna ai rossoneri vittoria e primato solitario in classifica, a distanza di quasi quattro anni e mezzo dall'ultima volta. Vittoria sudata quella del Milan che in ogni caso fa valere carattere e sacrificio: l'arma in più della nuova era rossonera.

ATTENTI A QUEI DUE - Il Milan non può fare a meno di Marco Borriello. Lo ha detto Carlo Ancelotti. Il centravanti è il punto di riferimento davanti a Kakà e Ronaldinho. Con il Napoli, che schiera non solo classe, ma anche muscoli, dà più garanzie di Pato che proprio con il Napoli iniziò la sua avventura (con gol) in rossonero. Ma dal 5-2 subito il 13 gennaio scorso, gli azzurri hanno fatto passi da gigante. Il 3-5-2 inganna, perché il Napoli gioca bene dalla testa in giù: difesa organizzata, abile a chiudere gli spazi e a pressare sull'uomo; centrocampo sempre pronto a rilanciare l'azione e un attacco pesante in cui Denis e Lavezzi sono una minaccia costante.

SALVA BLASI - La dote naturale offensiva del Napoli innesca quella del Milan, ma il furore e la caccia al gol confonde spesso le idee alle due formazioni, regalando nel primo tempo solo un paio di emozioni. La prima vera palla gol è del Milan, con salvataggio sulla linea di porta di Blasi, sul campanile di testa di Ambrosini al 20'. Al 25' Lavezzi mette in mostra le sue straordinarie qualità. Il suo sinistro è un fulmine e Abbiati deve usare il colpo di reni per respingere. Al 27' è invece il Milan a confezionare un'azione spettacolare con tiro conclusivo alle stelle di Kakà.
SALVA BONERA - Bella sfida. Scontro fisico e tecnico, che col passare dei minuti lascia però spazio al tatticismo in cui sono i singoli a fare la differenza. Al 41' il Napoli registra sul tabellino la sua più ghiotta occasione. Lavezzi scarica una bordata che Abbiati non trattiene; il portiere pasticcia con Bonera che alla fine spazza in fallo laterale, prima che la palla oltrepassi la linea di porta.
MAGGIO VEDE ROSSO - La conferma di quanto l'argentino sia devastante è il giallo mostrato a Kakà al 42', costretto al fallo per arginarlo. E' invece rosso l'inevitabile cartellino che Rocchi mostra a Maggio quando stende Jankulovski lanciato a rete al limite dell'area. Espulsione al 44' per doppia ammonizione; la prima comminata per un fallo su Kakà. Il Napoli viene così a perdere l'eclettico laterale, concedendo nella ripresa un vantaggio clamoroso al Milan. Reja cerca il rimedio in Aronica che va a sostituire Hamsik. Con il nuovo entrato sistema la difesa a quattro per limitare il prevedibile assalto del Milan. Con l'uomo in più, infatti, i rossoneri caricano a testa bassa, senza per questo faticare per trovare soluzioni vincenti. Al 4' vibra San Siro per lo stop di petto e il destro al volo di Ronaldinho a cui replica Iezzo con una straordinaria deviazione in angolo. Dopo un primo tempo anonimo, il brasiliano partecipa di più all'azione cercando sempre il dialogo con Kakà. Ma mai regalare spazi a quei due argentini. Al 13' Denis tocca per Lavezzi che trova il canale giusto per impegnare ancora Abbiati. Dimostrazione che il Napoli è vivo e vegeto anche se deve rinunciare per infortunio a Santacroce che Reja sostituisce con Pazienza. Vita dura, insomma. Ancelotti lo capisce e aggiunge polvere da sparo all'attacco con Pato al posto di Ambrosini. Al 18' Iezzo compie un nuovo miracolo dopo una percussione di Borriello. E' assedio, ma il Napoli ha il pregio di non perdere la testa. Seppur in dieci alza il suo baricentro, mette in affanno la difesa rossonera e quando può fa possesso palla.
CI PROVA INZAGHI - Non va. E quando le speranze svaniscono significa che è giunto il momento di Inzaghi. Storce un po' il naso Borriello quando al 26' deve lasciare per il falco. Al 28' succede di tutto: Kakà colpisce il palo e dopo una serie di batti e ribatti Iezzo scaccia in angolo. Ma quello che accade al 30' ha dell'incredibile. Si tratta del colpo di testa ravvicinato di Pato che fallisce un gol pazzesco, del tipo lo faccio anche io, tanto da meritare un posto in tribuna al posto del tanto bistrattato Sheva. Il Napoli si difende con unghie, denti e stampelle. Ribatte da leone e a salire in cattedra ancora di più Lavezzi, giocatore di una bellezza innaturale: attaccante con fiuto del gol, ma anche interditore.
L'ORA DI RONALDINHO - Al 39' Rocchi assegna un rigore dubbio, molto dubbio al Milan per un fallo di mani in area di Pazienza. Involontario. Evidente. Batte Kakà, ma Iezzo para. Dio esiste. Per poco: al 41' Ronaldinho sfrutta una punizione dall'out destro; complice la deviazione di Denis, la palla si infila sotto la traversa. Il Milan dopo una vita torna in testa al campionato.gasport .





Turbo Tagger

19.10.08

Ronaldinho fa volare il Milan

I rossoneri battono 3-0 la Sampdoria che resiste all'insegna del bel gioco per un'ora, fino al rigore (discusso) trasformato dal brasiliano che raddoppia dopo un duetto con Kakà. Di Inzaghi la terza rete. Blucerchiati in dieci dal 55' per l'espulsione di Lucchini

Ronaldinho, 28 anni, tre gol in serie A. Reuters
Ronaldinho, 28 anni, tre gol in serie A. Reuters
MILANO, 19 ottobre 2008 - Un'ora di oblio. Inspiegabile quanto insopportabile. Una Sampdoria brillante, ordinata e cocciuta. Una grande occasione per Sammarco sventata da Abbiati, poi il vento che cambia il destino: un rigore discusso con conseguente espulsione di Lucchini, la trasformazione di Ronaldinho che bissa dopo un duetto con Kakà, lanciato nella ripresa. Ci pensa Inzaghi al 90' a fissare il risultato.
SENZA KAKA' - "Mister non me la sento" aveva detto questa mattina Kakà ad Ancelotti. Così il tecnico decide di schierare Ronaldinho alle spalle di Borriello e Pato. Scambio tra fantasisti brasiliani rischioso, ma affidabile secondo il tecnico che sostituisce Gattuso con Flamini. E la panchina? Da sballo: con Kakà ecco Nesta. Ma anche Favalli, Inzaghi, Emerson e Shevchenko. Cosa darebbe Mazzarri per averne almeno uno. Lui, senza Palombo, si difende con un 3-5-1-1 dove il suo brasiliano Antonio Cassano gioca avanzato rispetto a Delvecchio.
CASSANO - Ti aspetti bollicine rossonere e invece è bella Samp. Contribuiscono l'esasperante lentezza del Milan, stucchevole quando rumina gioco con decine di passaggi inutili; la posizione di Ronaldinho che in mezzo ci sta come il cavolo a merenda, la debolezza del centrocampo, già orfano di Pirlo e Gattuso, e con un Seedorf opaco e confuso. Proprio una bella Samp, capace di gestire il gioco, impedire al Milan di ragionare e di iscrivere sul tabellino l'unica vera occasione da gol. Capita a Sammarco servito magicamente da Cassano; penetrazione in area e diagonale che impegna duramente Abbiati con un diagonale.
OPACHI - Il Milan cincischia. Con ruggiti da coniglio rende tutto prevedibile e facilmente assimilabile. I blucerchiati fanno muro e ripartono. Tutto fila liscio. Dalla difesa, dove Lucchini è un gigante, al centrocampo, dove Sammarco, Padalino e Pieri creano superiorità numerica. Senza parlare poi di Cassano e Delvecchio che minano la tranquillità nella difesa del Milan, sorretta da Bonera e Maldini. E Dinho? Intermittente, mentre Borriello è blindato e Pato non è lucido come dovrebbe. Il solito déjà-vu. Insomma, cercasi Kakà disperatamente. Soluzione che nella ripresa Ancelotti applica dal primo minuto. A restare negli spogliatoi è Pato.
CAMBIA IL VENTO - Kakà ha il pregio di regalare ritmo alla squadra e non è un caso se dopo pochi secondi sfiori di testa il vantaggio. C'è più Milan; è innegabile. Ma non è certo quello spettacolare pensato ad Ancelotti nella vigilia. A dare una svolta è l'arbitro Damato che assegna un rigore ai rossoneri per un fallo di mano del già ammonito Lucchini. Decisione eccessiva. Tant'è che si presenta Ronaldinho a battere dal dischetto e trasformare. Mazzarri, furioso e disperato, è costretto a cambiare Padalino con Stankevcius e affidarsi al carattere dei suoi ragazzi che pur in inferiorità numerica danno del filo da torcere al Milan. Ci pensa Kakà a scrollare definitivamente i rossoneri chiamando Ronaldinho a duettare. Magie che si accavallano, fino al diagonale chirurgico del Gaucho che batte Castellazzi. E' il calcio crudele che punisce eccessivamente la Samp, in gara per sessanta minuti. C'è spazio anche per Emerson e Inzaghi (fuori Seedorf e Borriello), mentre Mazzarri cerca miracoli con Bellucci e Bonazzoli (Ziegler e Cassano out). Ma la Samp non ne ha più. Ne approfitta il Milan che va in gol con "highlander" Inzaghi. Pippo evita Castellazzi su tocco di Ambrosini e fissa sul 3-0.


21.9.08

Festival Milan, 4-1 alla Lazio


Seedorf sblocca il risultato all'8' sfruttando un rimpallo fortunato, al 27' per la Lazio replica in contropiede Zarate. Al 35' grandissimo gol dalla distanza di Zambrotta. Nella ripresa al 5' Pato segna il 3-1 e al 15' Kakà fa poker.MILANO, 21 settembre 2008 - Milan in vantaggio già all'8' con Seedorf che sfrutta un rimpallo fortunato e trafigge Carrizo, la Lazio pareggia con un fulmineo contropiede chiuso da Zarate, capocannoniere con 4 gol in tre partite. Ma un gioiello di Zambrotta (gran tiro dalla distanza) riporta avanti il Milan. E a inizio ripresa Pato dà al Milan il 3-1, poi anche Kakà partecipa alla festa rossonera: 4-1 al 15'.
FORMAZIONE - Ancelotti, dopo una lunga riflessione, oppone alla squadra di Delio Rossi il consueto 4-3-1-2. Davanti ad Abbiati una difesa con Zambrotta e Jankulovski esterni, Maldini e Kaladze centrali. Poi il centrocampo che ritrova Gattuso con Ambrosini e Seedorf, mentre Kakà gioca alle spalle di Pato e Borriello, due punte oggi come oggi inattaccabili dopo la bella prova di giovedì. Rossi conferma tutto: il gatto Carrizo in porta, Lichtsteiner, Siviglia, Rozenhal, Kolarov in difesa; Brocchi, Ledesma, Matuzalem sulla mediana e Mauri dietro a Zarate e Pandev.
Gaetano De Stefano p.s abbusct sti quatt piadin in facc gatton!!!!! 


Turbo Tagger 

31.8.08

Iniziamo bene Milan battuto dal Bologna

Il brasiliano dà spettacolo, ma i rossoblù non si fanno incantare e battono il Milan 2-1. Nel primo tempo, al gol di Di Vaio replica Ambrosini. Nella ripresa, dopo i numeri dell'ex Barça, arriva la perla di Valiani
Marco Di Vaio esulta: il Bologna è in vantaggio. Afp
Marco Di Vaio esulta: il Bologna è in vantaggio. Afp
MILANO, 31 agosto 2008 - Il Bologna sbanca San Siro e rovina la festa ai tifosi del Milan accorsi in migliaia per vedere all'opera Ronaldinho. Il fuoriclasse spadroneggia, ma i rossoblu vincono 2-1, in un certo senso meritatamente, evidenziando un cinismo invidiabile: quattro occasioni, due gol. Marco Di Vaio apre le danze, Ambrosini pareggia, ma poi ci pensa Valiani a costringere alla resa i rossoneri.
TALENTI E OPERAI - Non l'avrebbe mai immaginata una partenza così Carlo Ancelotti che schiera il doppio trequartista, con molto senso brasiliano del calcio. Vale a dire Seedorf e Ronaldinho alle spalle di Inzaghi. La classe e l'improvvisazione collegate all'istinto del gol. In questo Milan che deve fare a meno di sua maestà Kakà, di Nesta, Gattuso, Borriello e Senderos, ci si aggrappa all'estro, mentre Arrigoni bada al sodo con un modulo variabile: 4-2-3-1 in fase offensiva, 4-5-1 in quella difensiva.
DI VAIO SUPER - Manovra avvolgente quella del Bologna che mostra di avere poco rispetto dei nomi roboanti. I rossoblù chiudono bene, complice anche la scarsa mobilità del Milan che insiste troppo centralmente senza sfruttare le fasce. I guizzi di Ronaldinho non bastano. Lui vuole dimostrare al mondo di essere ancora il funambolo di Barcellona. Ma sono solo striminziti esempi della sua immensa classe. Gioca meglio il Bologna che costruisce il suo gioco con sapienza e giocate elementari ma efficaci. E approfittando dei muscoli arruginiti dei rossoneri passa meritatamente al 18'. Scambio strepitoso quello fra Adailton, Zenoni, Amoroso e Di Vaio, con diagonale dell'attaccante che si infila alla destra di Abbiati.
AMBRO NON PERDONA - La mazzata sveglia il Milan che, con molto ritardo, libera le catene a Zambrotta. Il difensore dispensa palle, gran cross per Ronaldinho che spreca di testa, e ci prova dal limite, ma alzando troppo la mira. Intanto Dinho carbura, alza il ritmo e gioca per gli altri. Magnifico il tocco per Inzaghi che, come ad Atene nella finale di Champions, supera il portiere, ma troppo defilato spreca a lato. Il Milan c'è e vista la difficoltà a sfondare centralmente tenta la conclusione dalla distanza. Prima con Zambrotta, poi con Flamini. Ma Antonioli fa il miracolo sul francese. Chapeau. Insomma il gol è nell'aria e dopo il possibile 2-0 fallito da Di Vaio nell'ennesima fuga in velocità, Ronaldinho estrae dal cilindro l'assist perfetto per Ambrosini che di testa batte Antonioli.
ECCO DINHO - Inizia la ripresa e tocca al figliol prodigo Andriy Shevchenko. Esce Jankulovski e Ancelotti cambia tutto. Sposta Zambrotta a sinistra, scala Flamini a destra e lancia con spregiudicatezza un attacco al fulmicotone. Con Seedorf leggermente arretrato rispetto al primo tempo, si esalta Ronaldinho. Il brasiliano fa numeri icredibili. Un pericolo pubblico per i rossoblù che non riescono a contenerlo. Dribbling negli spazi stretti, palle per tutti. Soprattutto quella a Sheva che a tu per tu con Antonioli si fa respingere all'11' il più facile dei gol. Ma il Bologna non si arrende, applicando al meglio la filosofia di Arrigoni che toglie Adailton e Amoroso per Mudingayi e Marazzina. In contropiede fa sempre venire i brividi, come quando Di Vaio al 21' sfiora la traversa dal limite. Il tempo passa e Ancelotti rinfresca l'attacco: Inzaghi lascia il posto a Pato.
MA SPUNTA VALIANI - Ma, come si diceva, il Bologna è vivo e con cinismo sa sfruttare al meglio tutte le occasioni. Evidentemente ispirato da Ronaldinho, Valiani al 34' con un potente destro mette la palla nel sette. Spompato e poco lucido, il Milan si getta in attacco. Troppo poco per i rossoblù che spavaldi controllano con sicurezza. Inutile anche l'innesto di Emerson per Ambrosini, anche perché in campo tra i rossoneri regnano confusione e insufficiente determinazione. La vittoria per gli emiliani appare così più che meritata. Utile per far capire ad Ancelotti che oltre al talento (Arrigoni dixit) occorrono anche gli operai.Gaetano De Stefano Qui una chicca il Milan tour a Vieste:


Turbo Tagger

8.2.08

Stankovic: "Odiano l'Inter perché è troppo forte"(rosica milanista ladro e juventino farabbuto..ah ah)

Il centrocampista migliora e guarda già alla sfida di Liverpool. Nel frattempo commenta il clima che si respira attorno ai nerazzurri: "Diamo fastidio, ma nessuno può puntare il dito contro questa squadra"


APPIANO GENTILE (Como), 8 febbraio 2008 - Dejan Stankovic non ci gira intorno: "Diamo fastidio perché siamo troppo forti, non posso dire che sia una cosa normale, ma è così, siamo talmente forti che cominciamo a dare fastidio e ad essere odiati".
Il centrocampista serbo interviene a gamba tesa sulle polemiche che stanno accompagnando il cammino dei nerazzurri in testa al campionato. Lo fa difendendo la sua squadra dalle polemiche e sottolinea la forza del gruppo di Mancini. "Certe cose non posso dirle, sono ancora un calciatore sotto contratto. Ma penso che nessuno si può azzardare a puntare il dito contro l'Inter, che non se lo merita".
Poi una buona notizia sulle sue condizioni fisiche. L'infortunio muscolare rimediato contro l'Empoli non preoccupa più di tanto. "Il problema non è così grave come si pensava all'inizio - ha spiegato a Sky Sport - mi sono gestito bene perché forse potevo fare ancora qualche minuto, ma ho preferito uscire ed è stato giusto così".

gasport

25.11.07

Pirlo incanta e il Milan passa

Quarto successo fuori casa dei rossoneri che rimontano il Cagliari. Acquafresca segna dopo 4', Kakà sbaglia un rigore al 44', procuratogli da Ronaldo, al debutto stagionale. Nella ripresa Gilardino pareggia e allo scadere arriva il capolavoro del fuoriclasse su punizione

CAGLIARI, 25 novembre 2007 - Lontano da San Siro è un'altra vita. Il Milan conferma di essere squadra da trasferta e raccoglie a Cagliari la sua quarta vittoria lontano da casa, regolando in rimonta i sardi. Prova di forza quella dei rossoneri che subiscono il gol di Acquafresca e sbagliano un rigore con Kakà nel primo tempo, ma poi ribaltano il risultato nella ripresa con una zampata di Gilardino e una punizione-capolavoro di Pirlo.
IL MARCHIO DI NEDO - Nedo Sonetti, vecchio marpione, ha rivoltato il Cagliari come un calzino. Arriva il Milan e schiera una spavaldo 4-3-1-2 a cui è affidato il compito di giocare senza rischiare, essere concreti e soprattutto impedire all'avversario di ragionare, sfruttando i suoi punti deboli. Il primo tempo del Sant'Elia è la sintesi della sua filosofia. I rossoneri, che per la prima volta schierano Ronaldo, ci cascano e per 45 minuti vanno a sbattere sull'organizzazione dei sardi. A dare un contributo colossale è Acquafresca che dopo soli 4' trova l'angolo giusto con un micidiale colpo di testa, una rasoiata, complice l'immobilità di Oddo e Maldini. Un dèja-vu: il solito calcio piazzato, un angolo, che puntualmente sorprende il Milan.
FORTIN FERMA KAKA' - La lunga pausa sembra avere fatto male ai rossoneri, incapaci di dare impulso alla manovra, senza la spinta di uomini chiave che faticano a entrare in partita. Da Kakà, evidentemente stanco, a Pirlo. Non c'è Seedorf e si vede. Soprattutto la sua capacità di allargare il gioco e aprire varchi sulle fasce. Ronaldo si ingegna, con l'aiuto di un collaborativo Gilardino cerca di cavare ragni dal buco e a tratti va a fare anche l'interditore. Ma c'è poco da fare con un Cagliari così grintoso e aggressivo, che vola sulle ali di un Foggia imprendibile e sul sacrificio di Conti. Che pressa sull'uomo e sa ripartire in velocità. Inutile il possesso di palla del Milan che non sa trovare spazi, non pressa sulle fasce e non sa creare la superiorità numerica in fase offensiva. Alzando il ritmo, adeguandosi cioè al Cagliari, i rossoneri riescono finalmente a convincere di più. Il punto di riferimento è sempre Ronaldo, su cui Sonetti impone una marcatura feroce. Il brasiliano è l'unica luce di un Milan balbettante. Che, non a caso, procura un rigore dopo avere subito un fallo da Bianco al 44'. Ma Kakà dimostra di non avere sufficiente freddezza e il suo tiro viene respinto da Fortin.
ANTOLOGIA PIRLO - Milan poco lucido; troppo evidente. Ronaldo lo scuote e colpisce il palo con un colpo di fioretto. Ma non può bastare con un Cagliari così intraprendente e sempre pronto a ripartire. Ancelotti allora toglie Ambrosini per Bonera modificando lo schema. E' un 3-4-1-2, con Oddo e Serginho sulle fasce del centrocampo. Il risultato è immediato: il Milan imprime la sua personalità e arriva al pareggio con una zampata di esterno destro di Gilardino che al 16' anticipa Fortin. Una rete che ha il pregio di regalare più spettacolo alla partita. Il Cagliari non ci sta e pochi secondi dopo sfiora il vantaggio con Acquafresca, il cui diagonale viene spazzato sulla linea di porta da Bonera. Sonetti, a cui tutto sommato l'1-1 non dispiacerebbe, preferisce coprirsi e toglie Matri per Fini. E' invece Cafu la carta di Ancelotti. Il brasiliano prende il posto di Oddo e regala più peso alla fascia destra, anxche se l'ex romanista non rinuncia a coprire in difesa. Più equilibrato e più votato al sacrificio, il Milan prende in mano le redini del gioco facendo valere la sua esperienza. E la sua immensa classe. Come quella di Andrea Pirlo, l'uomo che risolve i problemi: punizione sontuosa su cui Fortin nulla può.fonte gazzetta

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